Un design Italiano all’avanguardia

Pubblicato: agosto 8, 2012 in Uncategorized

La Ferrari 275 GTB disegnata nel 1964 da Pininfarina e presentata al Salone dell’auto di Parigi.

Decimo di undici figli, Giovanni Battista detto Pinin Farina deve il suo soprannome alla somiglianza con il padre Giuseppe. Nel 1906, dopo aver frequentato le elementari, incomincia a lavorare nella piccola carrozzeria che il fratello maggiore Giovanni aveva aperto e nel 1928 diviene direttore degli Stabilimenti Farina. Due anni dopo si mette in proprio fondando la Società Anonima Carrozzeria Pinin Farina, per oltre un decennio lavora esclusivamente per Lancia realizzando prototipi speciali e piccole serie. L’azienda Pininfarina diviene famosa negli anni cinquanta per l’eleganza delle carrozzerie realizzate e per il disegno sempre all’avanguardia. Alla morte di Battista la gestione passa al figlio Sergio, laureatosi in ingegneria meccanica al Politecnico di Torino. La casa di Maranello è una costante nella storia dei Pininfarina dal cui laboratorio escono modelli memorabili come la Ferrari Testarossa disegnata nel 1988. Nel 1995 riceve il Compasso d’oro alla carriera, dopo aver ricoperto moltissime cariche istituzionali per gli altissimi meriti in campo sociale nel 2005 Carlo Azeglio Ciampi lo nomina senatore a vita.

Nei lontani anni Settanta, quando lavoravo al Design Center a Picadilly mi occupavo anche della rivista “Design” dove ho pubblicato un suo progetto di macchina elettrica che mi aveva affascinato per la sua bellezza. L’oggetto era decisamente all’avanguardia e sia il disegno che l’articolo sono finiti nel dimenticatoio; un articolo de “La Nuova” del 16 luglio mi ha fatto capire il motivo del fallimento: un vero e proprio boom delle auto elettriche non è possibile senza l’installazione di numerosissime colonnine di ricarica!

La Fiat Ecos.

La macchina sviluppata da Pininfarina, il CNR Energetica 1, aveva la forma di carrozzeria aerodinamica ideale, era la prima vettura elettrica: Ecos. Incuriosita da questa invenzione sono andata a trovarlo e mi ha fatto vedere tutti i disegni preparatori e una documentazione della ricerca. Il personaggio era di una simpatia unica, è stata una gioia conoscerlo, ha voluto portarmi a Maranello a vedere il procedere dell’operazione, portandomi poi a fare una mangiata luculliana in un fantastico ristorante dei dintorni. Queste sono figure che oggi ci mancano.

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