Green Island, flora urbana

Pubblicato: settembre 10, 2012 in Uncategorized

GREEN ISLAND FLORA URBANA

A cura di Claudia Zanfi

Bolis Edizioni 2012

Sette settembre: al primo rintocco della campana di mezzogiorno del campanile di San Sebastiano un braccio fantasma sporge dietro la tenda un voluminoso involucro giallo e sparisce. Incuriosita, lo srotolo e appare un delizioso libriccino sulla cui copertina spighe dorate si muovono al vento sotto la scritta “Green Island. Flora Urbana”. Lo sfoglio subito: è pieno di erbacce molto simili a quelle che nel mio ultimo libro Verde Venezia chiamo “piante erratiche”, portate dal vento, dagli uccelli o giunte da chi sa dove insieme alla pietra d’Istria e ai “masegni”. Nel capitolo “Erbe d’asfalto” di Francesca Oggionni un prezioso elenco ne descrive dettagliatamente venticinque. A pagina 18 inizia la lista di tutto questo ben di Dio illustrato da foto che sembrano fatte per caso, ma che proprio per questo enfatizzano il valore di queste piante che se non ci fossero renderebbero le nostre strade ancora più disastrose.

“Verde urbano: rivisitazione per un futuro sostenibile” è firmato Enrico Banfi e vi si prospettano le varie tipologie dell’uso vegetativo, viali alberati, giardini pubblici e privati…  ma quello che mi affascina è la constatazione dell’invasione di erbacce che continuiamo a strappare e che imperterrite rispuntano ovunque dopo ogni pioggia, in ogni anfratto anche a chilometri di distanza vivificando e bonificando tutto.

La natura si è impadronita dell’isola di Poveglia. Foto di Gianni Berengo Gardini tratta da Le isole della Laguna di Venezia, un universo inesplorato di Tudy Sammartini. Edizioni l’altra riva, 1988.

Il volume è solo l’ultimo dei risultati di un’iniziativa nata nel 2002 nel quartiere Isola di Milano e ispirata alla “necessità di riportare il cittadino a una dimensione di maggiore armonia tra lo spazio urbano e lo spirito naturalistico”, come si legge nell’introduzione di Claudia Zanfi.

Pubblicato da Bolis, il libro è stampato su carta riciclata e con colori vegetali per rimanere il più coerente possibile. Artefici di questo bel lavoro sono Claudia Zanfi che porta avanti da anni il progetto aMazelab/Laboratorio del paesaggio, l’agronoma Francesca Oggionni ed Enrico Banfi, già direttore del Museo di Scienze Naturali di Milano.

“Green Provocateur” di Paul Clemence, installazione fotografica per via Pepe, Zona Isola Milano 2011 (prima)

“Green Provocateur” di Paul Clemence, installazione fotografica per via Pepe, Zona Isola Milano 2011 (dopo)

Claudia Zanfi ha fondato l’organizzazione culturale aMAZElab (www.amaze.it) e il Museo Diffuso MAST (Museo d’Arte Sociale e Territoriale), che dirige dal 2000. Collabora con istituzioni nazionali e internazionali e con riviste d’arte; ha firmato testi all’interno di pubblicazioni collettive e monografiche. Promuove progetti culturali ed editoriali, prestando particolare attenzione a temi di interesse sociale e al rapporto comunità/territorio.

Francesca Oggionni è titolare dello studio progetto verde e si occupa da oltre 20 anni di progettazione del verde, di recupero ambientale e di pianificazione nel paesaggio rurale. I progetti sono sempre una ricerca di innovazione.

Il recupero di dissesti territoriali mediante l’uso di tecniche di ingegneria naturalistica e l’introduzione nella progettazione dei parchi degli aspetti legati alla educazione e al rispetto dell’ambiente, sono solo due modi diversi per dare alle sue realizzazioni una coerenza sostanziale. E’ socio esperto della Associazione Italiana per l’ingegneria Naturalistica e svolge attività di docenza nel campo della botanica, dell’ecologia e del recupero ambientale.

Enrico Banfi dal 21 gennaio 2001 è direttore del Museo Civico di Storia Naturale di Milano, dove, oltre agli impegni di direzione, coordina la ricerca delle diverse Sezioni Scientifiche del Museo e si occupa di sistematica e tassonomia delle Poaceae, con particolare riguardo a Triticeae, Poeae, Paniceae. È autore di 57 pubblicazioni di carattere sia scientifico sia divulgativo.

Ha organizzato convegni e congressi nella sede del Museo, tra cui le diverse edizioni del Darwin Day, manifestazione a carattere internazionale dedicata all’evoluzione biologica. Per conto della Società Botanica Italiana e  di OPTIMA (Organisation for Phytotaxonomic Investigations of the Mediterranean Area) ha curato i relativi convegni svoltisi in Museo. Tra questi, il convegno sulle metodologie di studio delle flore locali proposto nel 1989 dal Laboratorio di Fitogeografia dell’Università degli Studi di Firenze.

Nel triennio 1997-1999 è stato Coordinatore del Gruppo di Lavoro per la Floristica della Società Botanica Italiana. Attualmente sta collaborando alla nuova Flora d’Italia di Sandro Pignatti, per quanto riguarda la stesura di chiavi analitiche, testi e schede della famiglia Poaceae.

Senecio Vulgaris

Il Senecio vulgaris è una erbacea annuale dai fiori gialli, tubulosi e molto piccoli riuniti in capolini penduli. Vegeta, su terreni coltivati ma è frequente anche negli incolti, lungo i bordi stradali e nelle vicinanze dei corsi d’acqua. Utilizzata in forma di infuso, nella medicina popolare era conosciuta per le sue proprietà lassative e per combattere mestruazioni dolorose e irregolari.

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commenti
  1. marinella laini ha detto:

    Grazie, Tudy. Sì, le piante erratiche ingentiliscono le nostre passeggiate di veneziani circondati di pietra… Sarebbe carino poter organizzare qualcosa che le faccia conoscere e apprezzare a chi cammina senza neanche vederle!

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