La magica Nuria!

Pubblicato: ottobre 3, 2012 in Uncategorized

La Nuova del 1 ottobre ci informa che Nuria Schoenberg ha ricevuto il riconoscimento “Giudecchina dell’anno”, per la prima volta assegnato a una donna. Tra le motivazioni del premio le grandi doti umane di gentilezza, garbo e passione, il grande impegno per la salvaguardia del patrimonio culturale e la divulgazione musicale.

Nuria si trasferisce in Giudecca con Luigi Nono nel 1955 dopo aver vissuto a lungo negli Stati Uniti. Qui ha fondato nel 1993 l’Archivio Luigi Nono allo scopo di raccogliere, conservare e promuovere il lascito del compositore veneziano.

Sono piena di ammirazione per Nuria, per la sua fantastica efficienza e per l’energia nel ricordare  Gigi Nono. Il 25 ottobre alla Fondazione Giorgio Cini, Isola di San Giorgio, Michela Garda presenterà “L’epistolario Helmut Lachenmann – Luigi Nono (1957 – 1990)”, volume che arricchisce la collana degli Studi dell’Archivio Luigi Nono.

Conoscevo Gigi Nono da ragazza, frequentavamo lo stesso giro ed ero molto curiosa della sua musica. Andavo spesso a colazione da Vedova, nella casa dei Tito con le altane affacciate sul canale della Giudecca; i forti segni di Vedova che riproducevano in astratto le onde del canale e la musica di Nono mi facevano scoprire e sognare il sorgere di una Venezia moderna. Oggi invece vado spesso a mangiare da Nuria nel suo giardino che è una lunga striscia di fiori con un glicine che trabocca dal muro che la separa da un altro spazio verde che si può ammirare dalle finestre del primo piano.

Ho sempre presenti due episodi: uno quando Gigi ha voluto regalare il suo giardino ai bambini della Giudecca per festeggiare l’amico Gianni Pellicani eletto sindaco di Venezia col risultato che i bambini facevano talmente chiasso che Gigi, per poter lavorare, è dovuto scappare e tornare nella vecchia casa di famiglia alle Zattere dove era nato, ospite della sorella Rina.

L’altro mi rimane in fondo al cuore assieme alla gran nostalgia per la realizzazione della nave a San Lorenzo, la magica chiesa rinascimentale di Castello che è tutta triste e fredda per aver perso il suo gioiello che l’aveva fatta ritornare viva. So che giace in un deposito, cosa vergognosa perché dovrebbe tornare a scaldare quelle gelide mura e a rallegrare i veneziani che se la sono quasi dimenticata. Ho seguito con ironica trepidazione tutto il suo iter, ma come si può immaginare un edificio a Venezia con misure precise, angoli retti e muri non sghembi? Il lavoro di Piano e di tutta la sua équipe, a segare, rabberciare e rimettere insieme tutta la struttura per infilarla finalmente nel suo contenitore, così bello proprio per tutte le sue forme anomale. E poi  la piattaforma che cantava per conto suo, facendo imbestialire Gigi Nono e immelanconire il Maestro Abbado….
 Abbado me lo sono portato alla Corte Sconta, dove sulle tovagliette di carta ho pensato di far danzare i ballerini sulle scalette laterali, coperte di moquette, e far sedere il pubblico sul ponte della nave. L’acustica, la musica e Prometeo hanno fatto rivivere quello spazio addormentato da troppo tempo e ho anche avuto la gioia di recuperare l’amico di sempre, Gianni Berengo Gradin, che ha poi fatto le foto del libro dei giardini.

Le foto di Gianni Berengo Gardin sono prese da un mio articolo scritto per Abitare che potete leggere cliccando qui.

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