Una bella mostra a Ca’Pesaro

Pubblicato: ottobre 10, 2012 in Uncategorized

 Una ventina di opere di Enrico Castellani e Günther Uecker sono esposte a Ca’ Pesaro fino al 13 gennaio. La mostra, realizzata dalla Fondazione Mudima di Milano e dai curatori Lòrand Hegy e Davide Di Maggio, rappresenta “la storia di quegli anni in cui la Milano artistica che ruotava intorno a Lucio Fontana era capace di esportare un’arte davvero nuova, dopo i furori materici dell’informale”.

I due grandi maestri dell’arte contemporanea, rappresentanti di rilievo dell’ultima generazione del Gruppo Zero, si ritrovano dopo quasi cinquant’anni per questo evento espositivo. Enrico Castellani e Gunther Uecker presentano una selezione di lavori storici tra i più importanti della loro produzione, oltre a opere recenti, alcune realizzate appositamente per l’evento. Accompagnano l’esposizione due volumi, raccolti in un’unica edizione, ognuno dedicato a ciascun artista.

Castellani, Superficie angolare rossa, 1961.

Enrico Castellani nasce nel 1930 in provincia di Rovigo. Trasferitosi a Milano diventa esponente attivo della nuova scena artistica. Dopo una prima esperienza di carattere informale ispirata all’action painting americana, elabora un nuovo inizio che propone l’azzeramento totale dell’esperienza artistica precedente, basato su un nuovo patto con il progresso sociale che viene realizzato con l’uso di tele monocrome estroflesse con varie tecniche.

Castellani, Superficie Bianca, 1968.

Günther Uecker, coetaneo di Castellani, nasce a Wendorf, in Germania. Scultore, scenografo, artista cinetico realizza inizialmente opere nello stile del Realismo Socialista. Nel 1957 inizia i primi lavori a rilievo in cui fa uso di chiodi, primo passo della sperimentazione che lo porta a porre sulla superficie del quadro altri oggetti. Nel 1961 fonda con Kein, Mack, Piene il Gruppo Zero che diventa ben presto punto di riferimento di molte tendenze europee di quegli anni.

Uecker, Diagonal gestörtes Feld, 2009.

Uecker, Tisch 1968.

Questa mostra mi riporta al 1966 mio marito Ugo Sissa ha esposto alla Galleria del Leone con Bay, Bonalumi, Castellani, Dorazio, Festa, Fontana, Guidi, Pistoletto, Tancredi e Rotella. Scriveva così il Gazzettino domenica 15 maggio:

“Tra le gallerie veneziane quella del Leone è l’unica che segua un rigoroso indirizzo di gusto identificabile grosso modo nel Nouveau Réalisme francese, da Arman a Raysse. La sua funzione quindi, in un ambiente non molto aperto come quello veneziano, è culturalmente positiva: dobbiamo al Leone la conoscenza di alcuni giovani artisti stranieri che seguono una ricerca per certi versi parallela a quella della pop art americana ma nutrita di umori europei, quindi più raffinata ed intellettualistica. Ora il Leone riprende dopo la pausa invernale con una collettiva che è un ventaglio di personalità nel denominatore comune di una spregiudicata avanguardia: e mettiamo anche una “Marina” tra le più astratte di Guidi e un brano assai fine del povero Tancredi. Ci sono Baj, Fontana, Castellani, Bonalumi, il lanciatissimo Pistoletto, Sissa, Festa, Dorazio e Rotella: e molti di questi esporranno alla prossima Biennale”.

Sissa, Premonizione Due, 1965, Boston, Museum of Fine Arts.

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