Quanto le occasioni contribuiscano alla gloria

Pubblicato: ottobre 25, 2012 in Uncategorized

L’architettura di Andrea Palladio è famosa e ammirata per la sua eleganza e armonia ma cosa sappiamo dell’uomo che sta dietro la progettazione di questi edifici? Lars Müller Publishers ha da poco edito “The Private Palladio” un bel libro di Guido Beltramini che ci fa scoprire non solo le origini, l’educazione e le relazioni che l’architetto intratteneva con i suoi committenti ma anche i segreti della sua vita privata.

Nel primo capitolo del libro, la storia inizia davanti a un maiale non di carne ed ossa, ma dipinto sulla parete dietro il banco dove il giudice dell’ Officio del Porco registra nella grande sala del Palazzo della Ragione a Padova la nascita di Andrea Palladio. Pietro della Gondola, era il padre di Andrea, abitava in Borgo di Rogati, dove aveva un mulino. Quando il figlio nasce sono anni terribili di guerra: la famiglia viveva davanti al castello, uno dei luoghi più contesi di Padova durante il conflitto tra Venezia, Francia e Germania tanto da essere preso a cannonate dai veneziani nella notte del 17 luglio 1509. Tutto questo trambusto li fa scappare a Vicenza.

Il primo lavoro di Andrea è presso uno scalpellino chiamato Zossan dove il fanciullo impara tutti segreti della lavorazione della pietra, conoscenza alla base del suo lavoro. A Vicenza viene scoperto dal più noioso degli umanisti: il Trissino che lo manda a Roma a studiare per 5 anni l’architettura classica. Gian Giorgio Trissino nasce a Vicenza nel 1478 da antica e nobile famiglia.

Poeta e tragediografo si interessa di linguistica e architettura oltre a svolgere attività diplomatiche per conto del papato. Durante uno dei suoi viaggi in Germania l’imperatore Massimiliano I d’Asburgo lo autorizza all’aggiunta del predicato “dal Vello d’Oro” al proprio cognome e alla modifica dello stemma gentilizio.

E’ stato proprio lui a cambiare il nome di Andrea della Gondola in Andrea “Palladio” come l’angelo liberatore e vittorioso presente nel suo poema “L’Italia liberata dai Goti”. Di Palladio Trissino ha curato soprattutto la formazione dell’architetto inteso come tecnico specializzato. Questa concezione risulta alquanto insolita in quell’epoca, nella quale l’architetto era demandato un compito preminentemente di “umanista”. Non si può capire la formazione umanistica e di tecnico di Palladio senza l’intuito, l’aiuto e la protezione del Trissino.

Ritratto di Palladio. Copista del XVIII secolo, G.B. Maganza. 1576, Villa Valmaranan “ai nani”

La fama e l’influenza di Palladio non dipesero solamente dagli edifici realizzati ma anche da “I Quattro Libri di Architettura” (1570) in cui documentò il lessico e la grammatica che sono alla base della propria architettura, le sue ricostruzioni di edifici classici e i suoi progetti realizzati e non. Il suo è stato un linguaggio in grado di rispondere alle esigenze pratiche e sociali della sua epoca così come a quelle di epoche successive. Il trattato diffuse la sua fama e i progetti che vi sono pubblicati divennero modelli per nuove costruzioni in tutto il mondo.

Guido Beltramini è stato direttore del Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio dal 1991. Ha insegnato all’Università di Ferrara e in quella di Milano passando per Villa I Tatti e per l’Harvard University Center for Italian Renaissance Studies. Alle sue molte esperienze di insegnamento e ricerca all’estero, affianca l’attività di curatore.

Il Redentore.

Villa Trissino (VI).

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