Una categoria veneziana particolare

Pubblicato: ottobre 30, 2012 in Uncategorized

Rita Vianello è un’appassionata di società e tradizioni legate alle culture marinare e pescherecce; laureata in storia con una tesi in etnologia sulla pesca tradizionale dell’isola di Pellestrina ha pubblicato numerosi volumi dedicati alla sua materia. Ha svolto per conto della Fondazione Giorgio Cini un’indagine sulla categoria professionale dei gondolieri grazie alla quale è nato ”Il gondoliere” edito da Cierre per la collana “Etnografia veneta” diretta da Glauco Sanga.

La collana è molto interessante che incrementa il patrimonio delle conoscenze delle culture popolari di oggi e di ieri, mostrando lo spessore delle tradizioni locali nel Veneto.

“Con questo libro si desidera far conoscere la figura del gondoliere, troppo spesso trascurata rispetto alla sua barca, la gondola. Questa elegante imbarcazione lagunare che il mondo intero ammira è stata negli anni ampiamente studiata, descritta, analizzata in tutti i suoi aspetti e sfaccettature, lasciando però ai margini la figura di colui che la conduce conferendole l’anima e relegandolo sovente sotto una riduttiva ottica turistico-romantica”.

La sposa in transito-G.Grevembroch-Gli abiti dei veneziani

Il volume si basa su interviste svolte sul campo e vi è raccolto il lessico specifico. Capiamo così le tipologie di gondoliere (da nolo, da parada, de casada), i turni lavorativi, i rapporti tra gondolieri e squeri, il ruolo del remer… A proposito di quest’ultimo, un anziano gondoliere ricorda così l’abilità del maestro Bepi Carli:

“Carli era un dio, era il massimo. Era speciale come lavorava, ti trovavi una gondola perfetta come la vogavi, personalizzata, vogavi bene sulla sua forcola, oltre che bella vogavi bene. Decideva lui, tutto personalizzato. Ti setava la forcola secondo la tua persona. E’ arte veramente. Anche i remi fatti da Carli erano perfetti, il taglio del remo era perfetto”.

Squerarolo – G.Grevembroch-Gli abiti dei veneziani

Carli io l’ho conosciuto, la sua bottega era a Castello in un sottoportego di cui non ricordo il nome. Quando ero ragazzina avevo una mascareta e lui mi ha fatto i remi. Giravo tranquillamente in barca, la mascareta era invasa dalla corporatura del mio cane Mia che accoglieva chiunque vi si avvicinasse con un maestoso sorriso che li faceva allontanare di corsa. Grazie alle mie passeggiate in barca è nato il mo grande amore per la laguna ed ho imparato così a conoscerla.

Piccolezza Ammirabile -G.Grevembroch-Gli abiti dei veneziani

Tetto Mobile-G.Grevembroch-Gli abiti dei veneziani

 

Madonna dei gondolieri – Ponte della Paglia

 

 

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