Un mondo in subbuglio

Pubblicato: novembre 7, 2012 in Uncategorized

Alberto Frappa Raunceroy, “Il Serenissimo Borghese” Edizioni Segno 2012.

Questo libro ripercorre la fine di Venezia come Repubblica negli incubi del suo ultimo doge: Lodovico Manin. Lo scrittore decifra con acume il delicato momento politico collegato a quello familiare: la moglie è frustrata perché incapace di dare alla luce un figlio ed è vittima della cattiveria di una suocera retrograda e ambiziosa. Il marito l’adora e fa di tutto per mantenere la pace familiare senza successo. Un cronista lo descrisse così: “Aveva sopracciglia folte, occhi bruni e smorti, naso grosso e aquilino, il labbro superiore sporgente, andatura stanca, persona lievemente inclinata”.  Ama la vita nella sua adorata campagna friulana e far fruttare la sua fortuna, invece di annoiarsi al freddo con quattro barbagianni in un disastrato Palazzo Ducale, sensazione resa tattile fin dalle prime pagine, nella descrizione del contrasto tra l’interno del burchiello e la laguna gelata.

Francesco Guardi, la laguna gelata. Londra, collezione-privata.

“Appena fuori, fu investita da una raffica di vento gelido; lanciò un gemito e aderì alla parete della cabina fino a quando la vista si abituò al buio e riuscì a scorgere gli uomini intenti a vogare: il lavoro aveva preso ritmo e i remi penetravano a fatica nel sottile strato di ghiaccio che, lacerandosi, lasciava presagire l’abisso che si spalancava sotto di loro”.

Il burchiello, tratto da Gli Abiti dei Veneziani… G. Gravenbroch, p.135.

Solo un furlan con i piedi in due scarpe, come diciamo a Venezia, poteva avere la mente sgombra dalle pretese di manie di grandezza degli ultimi rappresentanti di un regime che, dalla fine del cinquecento e per secoli, aveva perduto il potere reale. Grazie all’acume di una malizia diplomatica, i veneziani sono rimasti sempre ago della bilancia degli intrighi mondiali. Manin era un uomo moderno che aveva il senso della realtà, era un serenissimo borghese come denuncia il titolo del libro. Il 30 aprile 1797, quando già le truppe francesi erano giunte in riva alla laguna e cercavano di raggiungere Venezia, Lodovico Manin pronunciò la celebre frase:

Sta notte no semo sicuri neanche nel nostro letto“.

Alberto Frappa Raunceroy è nato a Udine da antica famiglia friulana. Nel 2007 per Segno ha pubblicato “La condanna dei tre capitoli”, romanzo storico-tecnologico e in questo secondo libro descrive in modo preciso la situazione di un mondo decisamente in subbuglio che si legge con grande curiosità.

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commenti
  1. byzance ha detto:

    Intanto l’immagine della laguna gelata…che – proprio lei – mi ha ispirato l’inizio del libro…infatti l’avevo vista su una riproduzione presente alla mostra su Canaletto alla casa dei Carraresi a Treviso anni fa…

    Poi il burchiello… Entrambi introducono bene l’atmosfera di fasto decadente che prelude al romanzo sulla caduta di Venezia così come vissuta dalla famiglia del doge Manin.

    Un fasto e un lusso che hanno contrassegnato la vita della città fino agli ultimi palpiti di sovranità rubata – e perchè no? – dall’arrivo di Napoleone.

    La storia di Venezia si sovrappone e si confonde nel romanzo con quella delle famiglie patrizie che vivono l’allucinazione di una eterna sopravvivenza alla storia e alla tragicità degli eventi…e proprio questa illusione fa da sfondo alla vita dei personaggi che sprofondano nella laguna ancora bardati di oro, perle, damaschi e velluti….come in un funerale di sovrani. Si, perchè i veneziani sono stati sovrani di bellezza….per secoli invidiati e odiati, amati e temuti.

    Poi il tempo passa….

    Un mondo finisce e un altro gli si sovrappone accompagnato dalle voci degli uomini e delle donne che hanno vite troppo brevi e piene di dolore e passioni per potersi rendere conto delle conseguenze delle proprie azioni. Vite troppo brevi per tirare le somme della storia.

    In tutto questo agisce il destino, la fatalità…l’ironia…la tragedia e il comico. Cioè l’umanità in se stessa…che è l’unica e la sola ideologia che poeti e scrittori possono riconoscere e di cui scrivere!

    Grazie per la bella recensione e – perchè no – arrivederci a Venezia.

    Alberto F R

  2. byzance ha detto:

    Carissima Tudy….

    Sabato 24 Novembre alle 16.30 a Torino presso il collegio San Giuseppe

    sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, si è svolta la cerimonia di
    consegna dei premi “Mario Soldati” 2012 a cura del centro Pannunzio.

    Alberto Frappa Raunceroy ha ricevuto la medaglia dei Dioscuri essendosi classificato secondo per la sezione NARRATIVA
    con il bel romanzo IL SERENISSIMO BORGHESE – La notte di Venezia negli incubi del su ultimo doge –
    pubblicato dallo storico editore udinese IL SEGNO nel 2012.

    Qui di seguito un estratto della motivazione del prestigioso premio:

    (…) A questo romanzo è premessa una citazione del Gattopardo che implicitamente sottolinea come si tratti, qui come là, della fine di un mondo

    di cui restano sulla scena malinconiche figure di sopravvissuti. E tuttavia la memoria di epoche segnate dall’amore per l’arte e la bellezza, di cui

    ammiriamo le testimonianze, merita di essere conservata e ci difende dalla tentazione di arrenderci alla volgarità diffusa che ci assedia.

    A questa esigenza risponde IL SERENISSIMO BORGHESE, il romanzo che oggi qui premiamo (…)

    ” (…) Il romanzo è ricco di colpi di scena e intrighi, mosso e divertente come una commedia brillante, con risvolti quasi da romanzo

    giallo. Ma la scena che conclude la vicenda ha un tono alto e severo, salvato dall’enfasi da un dialogo venato di femminile malizia: la

    carrozza in cui conversano la sorella di Elisabetta e una amica, incontra quella di Napoleone che va verso la villaManin, dove intende stabilirsi.

    La contessa chiude le tendine. Il generale troverà la villa vuota”.

    Il presidente prof. Pier Franco QUAGLIENI

    Il segretario generale

    Prof. Carla ZULLO PICCOLI

    Grazie per la tua squisita attenzione!

    alberto

  3. byzance ha detto:

    Sto iniziando un nuovo romanzo su Venezia e la sua laguna….: voglio metere l’accento sulla laguna questa volta….anche se la città avrà un suo ruolo 🙂

    a presto

    alberto

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