Le piacevoli storie dell’Ambasciatore

Pubblicato: novembre 12, 2012 in Uncategorized

ImageRosella Mamoli Zorzi, presidente del Comitato di Venezia Società Dante Alighieri, presenta “Il ritratto del procuratore”, nuovo volume della collana “Le Alzavole” scritto da Paolo Galli, autore di molti libri ma anche ambasciatore in prestigiose sedi nel mondo. Me lo ricordo a Londra, quando aveva dato una raffinatissima colazione in una casa altrettanto raffinata, affacciata sul verde per l’inaugurazione della mostra di Ugo alla Drian Gallery. L’esposizione era organizzata da Paul Raeley, diventato Sir per i suoi meriti nel promuovere il Design a Londra, direttore del Design Center a Picadilliy Circus e della galleria del Museo Victoria and Albert.

Ho sempre amato il Victoria and Albert, per le sue collezioni di monete, ceramiche e stampe mantovane. Ci passavo giornate intere, spesso dimenticata chiusa nella stanza in cui lavoravo, piena di luce con le finestre spalancate sul parco e il grande viale. Guai a rimanerci chiusi di notte perché pieno di fantasmi! Per sgranchirmi le gambe andavo a passeggiare nel salone dove erano conservati altari, portali, frammenti di sculture che ricollocavo nelle chiese di Venezia stuprate e distrutte dopo l‘invasione napoleonica.

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Il libro raccoglie cinque racconti di cui quattro brevissimi: nel primo la procuratessa Paolina Gambara brontola col marito, che considera un babbeo, a proposito del ritratto di Alessandro Longhi, oggi all’Accademia, che li immortala entrambi con una strage di figli per ingraziarsi il suocero: il grande doge, tirchio in famiglia, aveva le manie di grandezza. Dobbiamo ringraziarlo per la Versailles veneziana, la villa di Stra, con il suo magnifico parco.

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Alessandro Longhi, La famiglia del procuratore Alvise Pisani (particolare), Venezia, Gallerie dell’Accademia.

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Il giardino e Villa Pisani a Stra.

Il secondo parla di Rosalba Carriera e delle sue litigate con il Tiepolo. Amo molto Rosalba perché è stata l’unica donna che è entrata a far parte dell’Accademia Reale di Francia. Un’opera che mi piace molto è il ritratto di gentiluomo a Ca’ Rezzonico; spupazzando Kubrick per la città durante il suo soggiorno veneziano gli ho fatto vedere il dipinto e proprio quello lo ha ispirato per il film Barry Lyndon. Gli ho raccontato vita e miracoli del gentiluomo veneziano con i suoi magici vestiti, i pastelli di Rosalba riescono a dare una tale consistenza che sembra di poter toccare con mano la preziosità dei tessuti!

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La caricatura di Rosalba Carriera realizzata da Anton Maria Zanetti (1705-1778). Dal catalogo di A. Bettagno “Caricature di A.M. Zantti”, Venezia 1969.

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Una scena del film “Barry Lyndon” di Stanley Kubrick, 1975.

Nel terzo Pietro della Vecchia è alle prese con un patrizio squattrinato dove si imbrogliano a vicenda, mentre nel quarto Ludovico il Moro è in competizione con un priore domenicano per la scelta dell’artista a cui affidare un affresco: l’astuto priore e un ingenuo novizio si scambiano opinioni sulle tecniche dell’affresco che Leonardo stava realizzando a Santa Maria delle Grazie.

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Il libro termina con una complicatissima storia che non finisce più dove mi sono completamente perduta. Alla fine dell’Ottocento uno spaventato tirapiedi deve riferire giornalmente al suo capo delle Belle Arti Veneziane la storia di un fantomatico ricercatore, un certo Sonnetti, alla caccia di un’altrettanto misterioso pittore detto Casteldario, lavorandoci per anni e mangiandosi il fegato.

Finalmente una mattina il prete della chiesa di Castedario, un paesino della campagna di Rovigo da cui il pittore prende il nome, lo accompagna in sagrestia e gli mostra tredici croste, risolvendo il giallo di 130 pagine.

Caro Paolo, ho letto in un baleno i quattro racconti che mi sono piaciuti molto. Il giallo dell’ultimo mi ha talmente appassionato che mi ci sono volute alcune serate per scoprirne gli arcani!

Grazie della goduria, ho scoperto le qualità recondite che non conoscevo di un amico di sempre.

PAOLO GALLI. Diplomatico di carriera, ha girato il mondo e da ultimo è stato ambasciatore a Varsavia, Tokyo e Londra. Ha pubblicato articoli e saggi di storia diplomatica, il romanzo epistolare Un esilio facile (2007) e I comprimari. Tre storie diplomatiche (2009).

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