Le più belle case sono arredate coi tessuti Fortuny

Pubblicato: dicembre 13, 2012 in Uncategorized

1 CopertinaHo ricevuto in regalo dagli amici della Giudecca un bellissimo libro di Brian D. Coleman in cui le foto di Erik Kvalsvik illustrano in modo magistrale le più belle case arredate con i tessuti Fortuny (Fortuny Interiors, Gibbs Smith, 2012).

Proust, come molti altri scrittori, era un ammiratore delle creazioni di Fortuny e descrive i suoi abiti e i suoi tessuti come “Faithfully antique but markedly original”.

Glicine in verde e oro nel portego di Ca' Rezzonico.

Glicine in verde e oro nel portego di Ca’ Rezzonico.

Tende Cimarosa e poltrona a Alberelli.

Tende Cimarosa e poltrona a Alberelli.

Non vi è scrittore, viaggiatore con pretese letterarie, amatore d’arte, curioso giunto a Venezia negli anni dorati ed equivoci che precedettero e seguirono la Grande Guerra che non si sia imbattuto in Mariano Fortuny, che non ne sia rimasto sedotto, che non si sia impigliato nell’atmosfera e nelle cose di cui Fortuny si circondava e che ne hanno sancito la fortuna e la fama edificandone il mito.

(Giandomenico Romanelli, Mariano Fortuny, Marsilio 1999).

Fortuny/D'Annunzio/Casati-Venise photographies Anciennes 1841-1920

Una foto scattata da Fortuny nel 1913 ai suoi amici. Tra loro la Marchesa Casati e Boldini -Venise photographies Anciennes 1841-1920

Mariano Fortuny nasce l’11 maggio del 1871, figlio del pittore Mariano Fortuny y Marsal. Fin da bambino era affascinato dai tessuti, divertendosi anche a tingerli. Giunge con la famiglia a Venezia nel 1889; da giovane Mariano viaggia per tutta l’Europa a caccia di talenti che ammirava, in particolare il compositore Richard Wagner. Tra otto e Novecento il wagnerismo diventa una moda culturale; al museo Fortuny in occasione del bicentenario della nascita del compositore, Paolo Bolpagni e Daniela Ferretti hanno allestito la mostra “Fortuny e Wagner” visitabile fino all’8 aprile 2013. Finalmente possiamo ammirare per la prima volta il completo ciclo wagneriano di Mariano, 47 dipinti di proprietà del museo, alcuni restaurati per l’occasione, e numerose incisioni.

Mariano-Fortuny-y-Madrazo-(1871-1949),-Ciclo-wagneriano-(Parsifal)

Mariano-Fortuny-y-Madrazo-(1871-1949),-Ciclo-wagneriano-(Parsifal)

La sede della mostra è il Museo Fortuny a San Beneto, palazzo quattrocentesco costruito da Benedetto Pesaro e talmente importante da essere descritto dal Sansovino nel suo Venetia Città Nobilissima e dal Sanudo nei suoi Diarii. Fortuny vi entra nel 1898 quando l’edificio era al massimo della sua decadenza e comincia un lungo lavoro di restauro creando persino un lungo pozzo all’interno dove appendeva le stoffe preziose attorcigliate per poi appenderle all’esterno in modo da amalgamare i colori in maniera naturale. I colori, come si fa ancora oggi, erano il risultato di sassi macinati.

I Pigmenti originali conservati nello Showroom

I Pigmenti originali conservati nello Showroom

Nel 1919 fonda in Giudecca la fabbrica per la produzione industriale delle sue stoffe in cotone costruendola sui resti del monastero camaldolese e apre boutique nelle maggiori capitali europee.

Il giardino Fortuny è parte integrante del cuore verde di Venezia; Elsie Le McNeil era la rappresentante di Fortuny negli Stati Uniti, quando si insedia alla Fabbrica trasforma la cavana del monastero nella splendida piscina su cui si affaccia l’anfiteatro degli spogliatoi che nelle porte a specchio riflette la luce e il tremolio dell’acqua. Grazie al Elsie Le McNeil, poi contessa Gozzi, sorge il giardino, nato su quello che era l’orto dei monaci.

Foto del giardino scattata dalla Contessa Gozzi. Archivio Tudy Sammartini.

Foto del giardino scattata dalla Contessa Gozzi. Archivio Tudy Sammartini.

Per volontà di Micky e Maury Riad, attuali proprietari di Fortuny, e al contributo del direttore generale Giuseppe Iannò e a tutto lo staff, nell’ottobre del 2011 è ritornata l’esigenza di restituire al luogo la sua bellezza originaria. Ho così iniziato con Ilaria Forti, architetto specializzata in restauro di beni architettonici e ambientali, un restauro scientifico dello spazio verde inserendovi piante e fiori ispirati alle figure delle stoffe. La simbologia dei fiori scelti rimanda spesso alle caratteristiche tipiche dell’opera di Mariano Fortuny. La bellezza, la perfezione, la delicatezza e la grazia di camelie e rose rispecchiano pienamente il gusto per dettaglio portando un’assonanza tra interno ed esterno, tra spirito e natura, tra tessuti e luogo.

2 Fortuny foto di gruppo

3 foto di gruppo

Il giardino non si fa in un anno; non è mai finito. Cresce, e dovrebbe crescere di più con la fatica e l’amore. Ci sono vecchi giardini che si dovrebbe aver riguardo di toccare (…) È difficile togliere le foglie dal proprio giardino anche quando lo si descrive. (…) Se Dio stesso ha piantato un giardino, che cosa potremmo fare noi di meglio se non imitarlo?

(F. Eden, A Garden in Venice).

L'esterno della Fabbrica Fortuny.

L’esterno della Fabbrica Fortuny.

I tessuti Fortuny.

I tessuti Fortuny.

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commenti
  1. […] Voir, en italien, l’article sur Storie Veneziane : Le più belle case sono arredate coi tessuti Fortuny […]

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