La Venezia di Claudio Nobbio

Pubblicato: gennaio 15, 2013 in Uncategorized

ZOMClaudio Nobbio nasce in Francia dove trascorre i suoi primi vent’anni frequentando artisti come Chagall e Mirò. Dopo la laurea in Scienze Politiche diventa giornalista pubblicista esperto in turismo e hotellerie. La casa editrice di Hugo Pratt, Lizzard, pubblica “Alice cerca Hemingway”, una serie di racconti illustrati da Lele Luzzati che rinnova il suo amore per arte e grafica. Con David Riondino scrive la storia di John Martin, trombettiere di Custer arruolatosi prima con Garibaldi poi con il settimo cavalleria, da cui è tratto uno spettacolo teatrale musicato da Stefano Bollani ed Enrico Rava con regia di Pepi Morgia. Le sue opere grafiche sono esposte nei maggiori musei del mondo e alcuni dei suoi monumenti sono visibili ad Apricale e al Cavallino.

Sopra l’acqua e sugli alberi. Un’insolita guida di Venezia” di Claudio Nobbio edito da Mauro Pagliai Editore mi affascina con la sua una forma inusuale. Il libro è composto di una prefazione che inizia con una domanda:

“Città dei sogni, isola immaginario, museo dell’acqua o antico teatro?”.

Il testo inizia col capitolo “La mia Venezia”; ritrovo in questo libro molte delle mie parole e dei miei sogni, forse per questo mi piace tanto. Quando parla degli ospiti illustri, racconta di Brodsky che passava il mese di Natale in casa di Gerolamo Marcello di cui era molto amico.

Joseph+Brodsky+brodsky11

Gerolamone mi ha sempre nutrito con delle incredibili fiorentine che ho condiviso anche con Brodsky; me lo sono trovata lì una sera senza esserne avvisata… Il solito scherzo da prete di Gerolamo che mi invitava per spupazzare qualche suo amico interessante facendomelo conoscere. Brodsky mi è piaciuto subito: a volte era molto piacevole, a volte non poteva essere più antipatico, allora mi divertivo a piantarlo in mezzo al niente. Dopo un po’ arrivava un enorme mazzo di rose rosse con scuse e preghiera di vagare insieme per la città. Questo è successo più di una volta ma l’episodio più divertente è stato quando alla Misericordia è voluto salire sul campanile di Valverde spasemandomi perché soffriva di cuore. La vista era talmente magica che addirittura voleva comprarlo; a quell’eopca era in mano ai privati e lo vendevano per 150 milioni. Mentre ci pensava, il poveretto è mancato.

Questo libro è diviso in vari itinerari, parla anche del carnevale e ricorda Casanova in modo singolare portandoci fino a Murano dove:

“si è consumata una delle avventure più leggendarie del seduttore: la storia d’amore con M. M., la misteriosa monaca di clausura del convento di Santa Maria degli Angeli, alla quale è dedicato uno dei poemetti pubblicati da chi scrive nel volume edito a Milano per Nuages e illustrato da Moebius, sotto il titolo Seduzione secondo Casanova”.

images-11

Un capitolo interessante è quello sull’esoterismo, dove racconta che:

“la tradizione veneziana del Santo Graal lo vuole nascosto nel trono di San Pietro, ossia nel sedile ove si sarebbe seduto l’Apostolo durante i suoi anni ad Antiochia. Costituito da una stele funeraria musulmana e decorato con versetti del Corano, oggi lo scranno è situato nella chiesa di San Pietro in Castello”.

Venezia_-_Chiesa_di_San_Pietro_di_Castello_-_Cattedra_di_San_Pietro

Ci descrive poi il suo modo di vedere le isole ed è particolarmente interessante la conclusione:

“Scura e misteriosa la memoria di Venezia sale dal fondo del cuore. Non farci caso, straniero, se qualche volta deborda dagli occhi. Quand Je pense à Venise – racconta un pianista dei Campi Elisi – cerco un orizzonte di acqua e di cielo sparito nel viaggio di ritorno nascosto nelle pieghe del vento mentre assaggiamo troppe volte coppe di champagne”.

A questo immaginario Lodovico Foscari nei suoi “Segreti Veneziani” (Le Tre Venezie, 1941) risponderebbe in questo modo:

“Il verde degli alberi, delle edere, dei glicini, dell’ampèlope, deborda dai muri, fa ressa alle cancellate, sbuca d’improvviso e pletorico, quasi come se fosse spremuto dall’inesorabile accavallarsi della pietra o quasi volesse farsi strada per affacciarsi al balcone, a godere il moto e il colore del canale e della laguna”.

Veduta prospettica della città da un disegno di Friedrich Brenhard Werner e pubblicata da Georg Balthasar Probst. Augsburg 1730

Veduta prospettica della città da un disegno di Friedrich Brenhard Werner e pubblicata da Georg Balthasar Probst. Augsburg 1730

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...