I Misteri del Nord Est

Pubblicato: gennaio 16, 2013 in Uncategorized

quattro gialli del nordestSono una vecchia pantegana di 81 anni il cui mestiere è scrivere, inoltre sono curiosa, mi piace leggere e mi diverto a recensire libri, cosa che di solito funziona con soddisfazione sia degli editori che degli autori. Di fronte ai Quattro gialli del Nord Est, edito dalla casa editrice Betelgeuse, presentato all’Ateneo Veneto il 14 dicembre 2012, mi sono trovata interdetta per la complessità dei casi.

Lino Lava parla di quattro episodi: L’Organizzazione O, confluita in Gladio, L’affare Montesi, definito quasi un esproprio di Stato, lo scandalo delle valvole cardiache killer e i mali dell’università analizzati attraverso la gestione di una clinica di Padova. Misteri ancora alquanto nebulosi. Mi ha colpito il racconto della storia dei Montesi che conoscevo da ragazza, frequentavamo gli stessi giri avevano una bellissima casa a Padova dove ricevevano con molta eleganza. Ci trovavamo tutti sentendoci a casa. La sorella di Ilario era bellissima e aveva un grande successo. L’ultima volta che ci siamo visti era nel 1951 per il mio compleanno in giardino della casa vecchia a San Vio.

Il capostipite della famiglia, Ilario Montesi nasce nel 1882, dopo il diploma in chimica industriale e alcune esperienze a Massalombarda, allo zuccherificio di Cavanelle Po e a Cavarzere promuove la Banca cooperativa del sindacato agricolo, poi Banca agricola popolare intrecciando conoscenze scientifiche, cultura industriale e intraprendenza finanziaria. Risana alcune distillerie e pone l’attenzione ai mercati finanziari tedeschi e del Belgio fino a creare in Italia la società veneta per l’industria degli zuccheri nel 1923; il gruppo Montesi e il Gruppo Saccarifero Padovano si radicano nell’area veneta dove si Montesi si lega a Giovanni Volpi e Vittorio Cini sedendo anche nei consigli di amministrazione delle Assicurazioni Generali di Venezia e della Società del porto industriale di Trieste.

Lo zuccherificio di Pontelongo

Lo zuccherificio di Pontelongo

Alla fine degli anni Venti aderisce al regime fascista e si contraddistingue anche per il suo impegno in campo assistenziale. Durante la guerra l’industria saccarifera viene completamente sconvolta e i Montesi prendono le distanze dal regime, affrontando un periodo di crisi che si risolve dopo il 1948 con il licenziamento di 150 lavoratori.

Nel 1952 il cartello si divide in due tronconi: da una parte l’Eridania col Consorzio saccarifero italiano e dall’atra i Montesi con la Piaggio. Mentre l’Eridania mantiene una posizione protezionistica l’Unione Zuccheri di Montesi e Piaggio diminuisce i prezzi promuovendo i consumi. La storia va avanti fino al 21 dicembre 1983. Lino Lava scrive:

“Chi oggi parla della fine del Gruppo Saccarifero Veneto non dice più Crack Montesi. No, il crack veniva pronunciato nei corridoi della Camera dei deputati  dove era in atto l’esproprio dei zuccherifici della famiglia Montesi con l’appoggio politico”.

Lo zuccherificio di Pontelongo

Lo zuccherificio di Pontelongo

Ricostruendo la situazione Ilario e Giorgio Montesi affermano:

“Venne dichiarato il fallimento, applicando una legge che non esisteva, disconoscendo, senza motivazione, i pareri espressi dal perito nominato dallo stesso Tribunale e basandosi anche su debiti inesistenti. (…) I gruppi privati chiesero ai politici di espropriare a loro favore un gruppo privato e le decisioni giudiziarie della Repubblica assecondarono il disegno”.

Dopo aver iniziato al settimanale “7 giorni Veneto” il giornalista Lino Lava scrive per il Gazzettino e nel 1979 diviene direttore del telegiornale di AtennaTre Veneto. Si è occupato del terremoto del Friuli, di cronaca nera, di terrorismo, mafia, sequestri seguendo le più grandi inchieste giudiziarie del Nord Est.

piantagioni di barbabietola.

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commenti
  1. […] …può interessarvi anche “Misteri del Nord Est” […]

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