Francesco Foscari: il più famoso doge veneziano

Pubblicato: gennaio 25, 2013 in Uncategorized

Grazie a Byron e a “I due Foscari”, opera lirica di Giuseppe Verdi del 1822, Francesco Foscari, sessantacinquesimo doge dal 1423 al 1457, si presenta come una delle più longeve e tragiche figure della storia veneziana. La sua carica è afflitta da una serie infinita di sventure: periodi di siccità (1424), le guerre contro i Visconti, terremoti (1451), la laguna gelata per tre mesi che paralizza la città (1431), subisce attentati alla sua vita (per mano di Andrea Contarini nel 1430) ed è costretto, a causa delle inimicizie dei membri della famiglia rivale Loredan, a mettere al bando per ben due volte il figlio Jacopo che muore in esilio.

I due Foscari, Delacroix, Chantilly, Musée Condé

I due Foscari, Delacroix, Chantilly, Musée Condé

Le sfortune sono anche rappresentate dal ritorno della peste nel maggio del 1423. In quel periodo Foscari “fu in grado di mostrarsi alla comunità come un padre che si prende cura di quelli che soffrono” e questa figura che mette in risalto gli attributi principeschi dell’ufficio ducale andava a scontrarsi con la visione del doge quale semplice magistrato della Repubblica.

Uomo generoso, utilizza fondi derivati dalle sue proprietà per fornire di dote ragazze patrizie o aiutare nobili poveri.

A 84 anni Francesco Foscari è costretto a lasciare il trono ducale. Umiliato e in cattiva salute muore pochi giorni dopo l’elezione di Pasquale Malipiero.

Tomba del doge Francesco Foscari, Santa Maria Gloriosa dei Frari. Attribuita a Nicolò di Giovanni Fiorentino

Tomba del doge Francesco Foscari, Santa Maria Gloriosa dei Frari. Attribuita a Nicolò di Giovanni Fiorentino

Francesco Foscari nasce nel 1373; quello dei Foscari era un casato abbastanza importante all’interno dell’élite veneziana, giunti in città nel X secolo. L’ascesa politica della famiglia inizia col bisnonno di Francesco, Nicolò, detentore di numerosi possedimenti sia a Venezia che in entroterra. Come molte delle famiglie veneziane, anche i Foscari erano impegnati nel commercio col mediterraneo orientale ma la maggior parte delle loro ricchezze era legata a proprietà di tipo immobiliare.

L’unico evento certo e privo di dubbi sulla sua giovinezza è il matrimonio con Maria, figlia del banchiere Andrea di Lorenzo Priuli (1395).

Busto del doge Foscari, bottega di Bartolomeo Bon, Museo dell'Opera di Palazzo Ducale

Busto del doge Foscari, bottega di Bartolomeo Bon, Museo dell’Opera di Palazzo Ducale

A 27 anni Francesco diventa senatore, a 31 Membro del consiglio dei Dieci e a 45 Procuratore di San Marco, la seconda carica più importante della Repubblica. Tra i numerosi progetti intrapresi durante il primo anno del suo dogado si trovano anche tre provvedimenti a carattere edilizio: la riparazione della cattedrale di Torcello, usa la tassa sul vino per dragare il Canal Grande e smantella le bancarelle abusive tra San Marco e Palazzo Ducale, cosa di grande attualità ai nostri tempi. I progetti di maggior rilevanza si concentrano sui centri nevralgici del governo e del commercio: San Marco e Rialto. A San Marco restaura il Palazzo Ducale e costruisce un’altra ala lungo la Piazzetta con il sostegno economico dei Provveditori al Sal. Fa restaurare la loggia di Rialto, che ritroviamo nella pianta a volo d’uccello di Jacopo De Barbari in quanto smantellata nel XVI secolo.

Medaglia del doge Foscari, Antonio Gambello o Antonello Griffo, Washington National Art Gallery

Medaglia del doge Foscari, Antonio Gambello o Antonello Griffo, Washington National Art Gallery

“Questo libro è quindi il resoconto della vita di un uomo, una riflessione sulla politica veneziana durante il Rinascimento e un esame dei monumenti architettonici e dei ritratti creati durante un dogado.”

“Dennis Romano, studioso e docente di storia di Venezia nel Rinascimento, ricostruisce la vita di Foscari attraverso l’attenta lettura dei registri di governo e delle cronache del tempo, ma non si limita a questo. Attraverso una non convenzionale chiave di lettura, fa uso dei monumenti architettonici commissionati dal doge e dalla sua famiglia per trasformarli in un importante strumento interpretativo, utile a svelare la personalità e la strategia politica del grande personaggio, ponendo l’accento su quell’intreccio tra arte e potere caratteristico del Rinascimento italiano.”

9788883344657Dennis Romano, La Rappresentazione di Venezia. Francesco Foscari: vita di un doge nel Rinascimento

Viella 2012

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commenti
  1. Valentina ha detto:

    prezioso suggerimento! Grazie

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