La magica casa dell’avvocato di Carlo Scarpa

Pubblicato: febbraio 7, 2013 in Uncategorized

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L’avvocato Scatturin era un grande amico di Carlo Scarpa e lo ha sempre salvato dalle rogne che gli capitavano spesso a causa dell’invidia dei suoi colleghi. Per ringraziarlo, negli anni Sessanta Scarpa gli ha ristrutturato la casa-studio in Calle degli Avvocati, oggi messa in vendita dagli eredi.

Per quello che mi riguarda, è l’unica casa rimasta intatta come Scarpa l’ha creata, senza nessuna alterazione.

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In uno spazio rettangolare a più livelli, casa e studio costituiscono un organismo che vive di relazioni multiple: c’è sempre qualcosa oltre il luogo in cui ci si trova. Grazie alla trasparenza del vetro, lo studio che gravita attorno al tavolo “Signori prego si accomodino” realizzato per l’avvocato, si manifesta ancor prima di entrarvi aprendosi sul pianerottolo. I soffitti e le porte contribuiscono a differenziare gli ambienti: lo studio è dipinto in stucco lucido bruno mentre nel salone principale dell’abitazione regna un incredibile cemento multicolore, rosso, giallo, marrone, che cambia sotto la luce che filtra dalle finestre. Le porte meritano un’attenzione particolare e Scarpa ne disegna una gamma vastissima, tutte diverse per adattarsi alla situazione, come quelle in pelle nera della bussola d’accesso alla zona privata.

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Nell’area notte una scala armadio conduce alla chiocciola d’accesso all’altana triangolare ed è una delle invenzioni più interessanti dell’opera perché riesce a sfruttare lo spazio sottostante nel modo migliore, ripartendolo in piccoli vani armadio.

La fantastica altana offre la vista su tutta Venezia e si raggiunge tramite una scala il cui involucro è un camino smussato da un lato.

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Ricordo che Scatturin aveva un pappagallo che stava sempre vicino alla finestra ed era cattivissimo: ha anche cercato di beccarmi ma io sono stata più veloce. L’avvocato era una persona deliziosa, grande amico di Gianni Milner, il mio avvocato. Spesso d’estate ci ritrovavamo da lui che era anche un ottimo cuoco, ad ammirare il tramonto dall’altana mangiando le sue godurie. Sua moglie, piacevole poetessa, era la sorella di Tancredi e dobbiamo a Luigi una ricerca e uno studio approfondito su tutte le opere del pittore che ha sempre collezionato con amore. Erano ben sistemati negli armadi sotto la scala. Questi personaggi mi mancano molto. Ho imparato tantissime cose da entrambi e li ricordo con molto affetto.

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Vincente per l’unicità dell’esplosivo messaggio di rivisitazione creativa nei confronti dei contenuti storici, la figura di Scarpa s’incunea tra Klee, fantastico fabulatore di geometrie, e Mies van der Rohe, cantore di sequenze spaziali; al valico tra il manierismo rivoluzionario e sperimentale di un Peruzzi e i sogni disegnati tra analisi e immaginazione di un Piranesi”

Ada Francesca Marcianò “Carlo Scarpa”, Zanichelli 1987.

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commenti
  1. Piero Pazzi ha detto:

    insomma, me par massa definirla una bella casa …

  2. mit ha detto:

    sono arrivata a questo articolo cercando l’abitazione di Scarpa a Venezia.
    innanzitutto La ringrazio per la Sua volontà di darci le informazioni interessanti e utili!
    Se ora messa in vendita, Lei sa se è possibile visitare questa casa (personalmente)?

  3. rocco ha detto:

    che capolavoro!!!

  4. […] fotos d’època són un bon testimoni de com era la casa en els temps de […]

  5. […] blog Storie veneziane ne ha fatto un gradevole approfondimento definendolo, addirittura, magico. Dall’immagine si […]

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