Quaderni della procuratoria

Pubblicato: aprile 15, 2013 in Uncategorized
il volto del cardinale Zen

Il volto del cardinale Zen. La palma ricorda l’orazione alla Vergine: “Maria palma exaltata in gloria, cujus dulcedine repletus est orbis terrarum”.

Il 20 marzo scorso, nella sala Sant’Apollonia, il Primo procuratore di San Marco, Giorgio Orsoni, sindaco di Venezia ha presentato il Settimo Quaderno della collana edita da Marsilio e dedicata alla Procuratia di San Marco in cui l’archeologa Irene Favretto  vi illustra il restauro della cappella Zen posta nell’angolo sud-ovest, al posto della Porta de Mar di cui si sono perdute le tracce.

Un percorso lastricato collegava l’Ingresso del nartece con il bacino antistante a fianco del portico di Palazzo. La cappella custodisce il più bel complesso scultoreo del Rinascimento veneziano ad opera di Tullio Lombardo.

Il cardinale Battista Zen (1439 – 1501) ne è stato il committente.

 

Il sarcofago del cardinale Zen

Il sarcofago del cardinale Zen

Lina Urban scrive nel suo interessante saggio intitolato “La chapela di Nostra Dona”:

“Quello che contava era che la cappella fosse posta a San Marco, ma non in basilica, pertanto fu deciso di erigerla nel portego sud della stessa.”

Zen lasciava ai Procuratori e alla Signoria arazzi e svariati oggetti tra cui spicca il vasellame da tavola in oro e argento dorato che ornò le tavole dogali in occasione dei banchetti sino al 1762 quando il doge Marco Foscarini ordina di fonderli.

Il Sanudo descrive così le ultime volontà del doge:

“vol sia sepulto in chiesia di san Marco a l’altar di San Jacomo, dove sia fatta una palla di bronzo con la Nostra Donna, San Piero e San Zuan Battista, e scrive il modo di l’archa. (…). L’archa di bronzo vol sia alta di terra uno pe’ e mezo, stia sempre coperta di panno d’oro, e fraudo quello, sia posto un nuovo con tapedo.”

L'altare con la Madonna in trono e il Bambino tra San Piero e San Giovanni Battista

L’altare con la Madonna in trono e il Bambino tra San Piero e San Giovanni Battista

La cappella è ideata nel 1501 e portata a termine nel 1521; secondo il testamento del doge doveva essere collocata nel luogo più prestigioso, vicino all’altare di San Giacomo dove era avvenuta l’Apparitio di San Marco e dove si trovava la tribuna della Signoria. Il sarcofago rettangolare doveva essere decorato con la sua immagine a rilievo ricoperta di piviale, mitra e rocchetto con un’iscrizione dedicatoria. Sopra questo, tre figure a grandezza naturale della Vergine e il Bambino con San Pietro e San Giovanni Battista; l’ambiente oggi si presenta  diverso da allora, per “quella sovrapposizione di storia, arte, vicende di stato e di fede” tipica della Basilica. La struttura architettonica di questa parte è antica quanto San Marco, risale all’XI secolo, ed è uno dei luoghi più affascinanti ma forse meno conosciuti al grande pubblico recentemente restaurato negli spettacolari bronzi cinquecenteschi del cardinale.

Sia il personaggio che l’opera ancora oggi sono oggetto di controversie per le loro molteplici valenze,  umane storiche e religiose.

coverQuaderni della Procuratoria, da cappella della Madonna a cappella Zen

a cura di Irene Favretto con saggi di Ettore Vio, Guido Tigler, Maria Da Villa Urbani, Francesca Flores d’Arcais, Ennio Concina, Victoria Avery, Antonella Fumo. Marsilio, 2012.

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