Le magiche donne ammirate dal Bembo

Pubblicato: aprile 29, 2013 in Uncategorized
Titian, Cardinal Pietro Bembo, Italian, c. 1490 - 1576, c. 1540, oil on canvas, Samuel H. Kress Collection

Titian, Cardinal Pietro Bembo, Italian, c. 1490 – 1576, c. 1540, oil on canvas, Samuel H. Kress Collection

Fino al 19 maggio a Padova (Palazzo del Monte di Pietà) è possibile visitare la raffinata mostra “Pietro Bembo e l’invenzione del Rinascimento. Da Bellini a Tiziano, da Mantegna a Raffaello”. Per l’annuncio ufficiale dell’evento è stata scelta la casa dell’umanista dove, negli anni padovani (ovvero a partire dai primissimi anni Trenta del Cinquecento) erano concentrati dipinti di grandi maestri come Mantegna e Raffaello, sculture antiche, gemme, bronzetti, manoscritti miniati, monete rare e medaglie. La varietà degli oggetti la rese agli occhi dell’Europa famosa come “la casa delle muse” o “Musaeum”, precursore di quello che sarà il moderno museo. Dopo la morte del Bembo i capolavori vennero venduti dal figlio disperdendosi.

Pietro Bembo è una figura poliedrica nell’Italia del Rinascimento: poeta, storiografo, letterato, amante di donne bellissime come Lucrezia Borgia che gli inviò in pegno una ciocca di capelli, oggi esposta nella mostra assieme al disegno di Cristo fatto da Michelangelo per Vittoria Colonna.

Lucrezia Borgia

Bembo frequenta e valorizza principesse, sovrane di piccoli Stati autonomi, parenti di papi e cardinali, feudatarie e patrizie, donne soprattutto belle e molto attive nella società politica del Rinascimento italiano che organizzano corti e accademie, governando come reggenti, partecipando alla lotta politica e, in alcuni casi, addirittura alla testa di piccoli eserciti.

Lucrezia Borgia era una vera e propria imprenditrice: dal 1514 inizia a cercare valli e paludi, terreni marginali e inondati dalle acque quasi tutto l’anno, utili per il pascolo nei mesi estivi. Invece di usare i propri capitali per l’acquisto si faceva regalare da privati o da comunità i terreni in cambio di bonifiche.

 “La terra era importante non tanto come risorsa economica in sé e per sé, quanto come strumento funzionale alla dignità e all’autorità personale”.

Diane Ghirardo, Lucrezia Borgia, imprenditrice nella Ferrara rinascimentale in “Donne di potere nel Rinascimento”.

Bartolomeo Veneto, ritratto di Lucrezia Borgia

Bartolomeo Veneto, ritratto di Lucrezia Borgia

A Ferrara, Lucrezia Borgia era consigliata e protetta dalla suocera Eleonora d’Aragona il cui marito, Ercole I, creò la più magica città rinascimentale, così esoterica e ancora oggi con il centro perfettamente conservato. Nei periodi in cui Ercole era lontano da Ferrara o era malato o troppo preso dai suoi progetti artistici, era Eleonora a occuparsi di ogni questione di governo sbrigando personalmente anche gli affari più minuti, dalla gestione delle finanze al controllo degli officiali, dall’amministrazione della giustizia al disbrigo delle suppliche. Eleonora aveva gli stessi poteri del marito, come testimoniano le due medaglie fatte fondere da Ercole I in occasione delle nozze nel 1473, in cui il duca e la duchessa appaiono effigiati rispettivamente su recto e verso, su un piano di assoluta parità.

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Bembo ammirava anche la dogaressa Loredana Marcello Mocenigo, appassionata di botanica e legata a personaggi come Andrea Cesalpino, direttore dell’orto botanico di Pisa, Ulisse Aldovrandi, grande botanico del ‘500 e Pier Antonio Michiel che le dedica il suo Erbario e Istoria generale delle piante. Nella sua casa in Giudecca, Loredana coltiva un orto botanico elogiato anche da Francesco Sansovino nel 1581; in una richiesta di bonifica del Mocenigo sappiamo che “detto orto ha una strada in mezo coperto cuìon una pergola de vite, et ha li muri da ogni banda, la qual discore dal cortile alla laguna”. Il meraviglioso giardino è purtroppo scomparso e oggi nell’area sorge l’Albergo Cipriani che ha mantenuto il nome di questo luogo.

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Alla mostra del Bembo si possono ammirare tra gli altri il suo ritratto realizzato da Tiziano concesso dalla National Gallery di Washington, l’Elisabetta Gonzaga degli Uffizi di Raffaello, il sigillo del cardinale databile al 1540 e alcune rilegature di grande rarità.

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Raffaello, Elisabetta Gonzaga

LA MOSTRA

Pietro Bembo e l’invenzione del Rinascimento,

Da Bellini a Tiziano, da Mantegna a Raffaello

Padova, Palazzo del Monte di Pietà

2 febbraio – 19 maggio

IL LIBRO

Donne di potere nel Rinascimento, a cura di Letizia Arcangeli e Sussanna Peyronel, Viella 2008.

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