Storie di Giardini

Pubblicato: aprile 30, 2013 in Uncategorized

Timbuctu.

Timbuctu.

E’ la prima volta che un libro sui giardini inizia parlando di cosa c’è sotto la sabbia del deserto: un magico giardino addormentato. Tempo fa mi è capitato un fatto eccezionale, quasi un miracolo della Natura. Per molti anni passavo gli inverni a Taroudant, l’antica capitale del Marocco situata sul percorso del Oued Souss, una città cinquecentesca arroccata su di un cucuzzolo affacciato sul Sahara dove le imponenti mura che proteggono le abitazioni, i magazzini e i cortili sono in argilla, di un caldo colore rosato. Le strutture, formate da continue sovrapposizioni, sono congeniate in modo da imprigionare la brezza notturna che mantiene una costante temperatura sia di giorno che di notte. Il mio alloggio era quello abitato un tempo dalla scrittrice Marguerite Yourcenar che ho conosciuto in quell’occasione. Le mie stanze si affacciavano su un cortile interno con una piscina che si raggiungeva con una scala esterna circolare e le pareti erano coperte di profumatissimo gelsomino. Nel complesso c’era un grande albergo per turisti, un’ala a uso residenziale e al piano terra una serie di ristoranti di cui sette ottimi riservati ai locali dove ho conosciuto un gruppo di Tuareg che portavano sui dromedari il sale a Katmandu e probabilmente droga al ritorno. Ho chiesto loro se potevo aggregarmi per raggiungere Timbuctù, la capitale culturale del Mali, il cuore della loro regione un tempo considerata un luogo più mitico che reale. Dormivo nel mio sacco a pelo sotto l’imbottita delle stelle e al calar del sole uscivano tante bestioline che formavano disegni astratti sulla sabbia che all’alba sparivano col vento. Probabilmente l’origine dei sigilli sumeri. Dopo anni di siccità ha piovuto per tre giorni, una pioggia che ti pungeva. Finita la pioggia, la sabbia era coperta da tappeti rosa, blu e gialli di fiori spuntati.

Timbuctù

Timbuctù

Aprire le pagine di questo libro mi ha riportato a quel fantastico sogno. Ma non è solo questa la magia del libro. Scritto in modo fresco e leggero, Storie di Giardini racconta e ricostruisce la storia e l’arte dei giardini del mondo, un excursus che ne delinea tutti gli aspetti facendoci conoscere i particolari che stanno dietro la nascita di ogni giardino.

VIlla Adriana cariatidi e sileni sulla riva orientale del Canopo.

VIlla Adriana cariatidi e sileni sulla riva orientale del Canopo.

Villa Adriana a Tivoli era la più importante del mondo antico: costruita fra 118 e il 135 d.C. comprende terme, teatri, fontane, triclini, biblioteche, ginnasi, appartamenti imperiali, edifici di servizio, ciascuno con una sua struttura, un “formidabile laboratorio si sperimentazioni architettoniche”.

Bomarzo, i resti della basilica di Santa Cecilia

Bomarzo, i resti della basilica di Santa Cecilia

C’è poi l’incredibile fascino di Bomarzo, zona archeologica tra due valli percorse da  affluenti del Tevere con reperti etruschi come la “Piramide”, enorme masso di tufo trasformato in altare sacrificale scoperto nel 1991, le pietre scolpite a Santa Cecilia con i resti della sua basilica coperti di muschio e foglie e la tomba di Decimo Celio Alessandro e Quinzia Hialra nella Selva di Malano.

Questo libro illustra come i giardini antichi non fossero solo luoghi di piacere:

“L’idea del giardino come prodotto estetico o ludico, o comunque non legato direttamente a finalità pratiche come la produzione del cibo o di sostanze utili, è recente o recentissima (non ha più di tre o quattrocento anni, che in una prospettiva storica è un’inezia) eppure ha già influenzato a tal punto la nostra percezione del giardino che questo è visto ormai come qualcosa di separato (…). In realtà non ci si rende abbastanza conto di quanto queste funzioni pratiche, alimentari del giardino fossero ancora vive sino a tempi relativamente vicini a noi”.

Giardino-frutteto, dipinto murale dalla tomba di Nebamon XVIII dinastia British Museum

Giardino-frutteto, dipinto murale dalla tomba di Nebamon XVIII dinastia British Museum

In Egitto, nel Tempio di Ammone, crescevano rigogliosi gli alberi di Mirra mentre gli affreschi della tomba di Nebamon riportano un giardino-frutteto con vasca per i pesci, di forma rettangolare e piantumato con alberi da frutto; nella peschiera fiori di loto, anitre e persici.

La cisterna rettangolare del giardino reale di Marrakesh con il padiglione eretto nel 1866.

La cisterna rettangolare del giardino reale di Marrakesh con il padiglione eretto nel 1866.

A Marrakesh i giardini reali seguono il modello tipico delle oasi diffuso dalle dinastie berbere delle regioni presahariane in cui l’acqua è presente sotto forma di grandi cisterne. Scrive l’autore:

“Poiché le vicende politiche e storiche della Spagna e del Marocco furono per più di tre secoli strettamente intrecciate, si è pensato che questo dovesse valere anche per la tradizione del giardino (…) ma in realtà, a ben vedere, ben poco c’è in comune tra i giardini della Spagna araba e quelli del Marocco.”

“Per noi l’Alhambra fa tutt’uno col mito esotico e con gli splendori dell’Islam. Ma le sue origini (e quindi le origini di tanta parte della storia del giardino, in Occidente come in Oriente) vanno ricercate in luoghi più lontani che non le vicine coste dell’Africa, e in particolare, come abbiamo visto, in Siria, donde proveniva la dinastia omayyade che aveva islamizzato la Spagna”.

La catena d'acqua del giardino di Bagnaia

La catena d’acqua del giardino di Bagnaia

Tra i primi di esempi di giardino moderno rinascimentale c’è quello di Bagnaia, creato da Jacopo Barozzi tra 1568 e 1578 per il cardinale bresciano Giovan Francesco Gambara, arcivescovo di Viterbo. I giardini si trasformano passando da forma chiusa ad aperta, costruiti su terreni in declivio, lungo un asse prospettico principale che coinvolge tutto il paesaggio circostante. Tra le ville-giardino più importanti del Rinascimento italiano troviamo quelle dei dolci paesaggi veneti, come Villa Maser.

Paolo Veronese

Paolo Veronese

Guido Giubbini (1941) si è laureato in Storia dell’Arte all’Università di Pavia e ha diretto il Gabinetto delle Stampe di Genova dal 1969. Ha curato mostre di arte contemporanea fondando il Museo di Arte Contemporanea di Genova nel 1985 che ha diretto fino al 2003. A partire dal 1990 ha cominciato a interessarsi alla storia del giardino come parte integrante della storia dell’arte fondando “Rosanova. Rivista di arte e storia del giardino” nel 2005.

copertina

Storie di Giardini, Volume Primo.

Antichità e Islam, il giardino europeo dal Cinquecento al Settecento

di Guido Giubbini, Adarte Edizioni 2012.

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