Una gentildonna irrequieta

Pubblicato: luglio 3, 2013 in Uncategorized
teatro sabbioneta

Il primo ricordo che ho di Sabbioneta è il teatro rigurgitante di fieno, mentre nella magica piazza i contadini depositavano raccolti e utensili negli splendidi edifici. Devo a Ugo di avermi fatto scoprire l’importanza non solo di Mantova ma di tutto il suo territorio, soprattutto nel Rinascimento.

Fino allora avevo considerato Urbino e Pienza le città ideali di quel magico periodo. Sabbioneta, rimasta intatta, lo è ancora oggi.

Sabbioneta

Tutto questo è riapparso indelebile davanti ai miei occhi, quando a carnevale, il vociare sguaiato di alcuni ubriachi venuti fuori alle quattro di mattina dai capannoni della marittima usati come balere, mi ha svegliato: sono uscita brandendo la solita fiocina con cui vado a pescare facendoli scappare. Il profumo delle rose e dei gelsomini del mio giardino esterno, in fiore tutto l’anno, non riusciva ad attenuare il loro tanfo, mentre il campo era diventato un porcile e i fiori  giacevano massacrati. Neanche le acuminate spine erano riuscite a salvarli… Non potendo riaddormentarmi ho acceso la televisione e sono arrivata a Sabionetta, ricevuta da Vespasiano Gonzaga e i suoi fratelli immortalati sui loro destrieri nella sala terrena del palazzo ducale.

Sabbioneta_Corridor_Grande1

Mi hanno invitato ad ammirare i loro tesori (oggi custoditi in parte nel museo del Vescovado di Mantova) nella galleria che limita la piazza sulla sinistra, dove si trova la serie di affreschi scanditi dalla luce delle finestre. Ovunque troneggiava il labirinto, loro simbolo e porta fortuna.

sabbioneta-cornice

Mentre ero lì mi sento chiamare dai guardiani che raggiungo nella sagrestia della cappella al piano terra del palazzo dove in un angolo c’era una palla di papiro con dentro un mucchietto di ossa consumate di un uomo rachitico su cui riposava il Toson d’oro: Vespasiano I Gonzaga Colonna, ideatore e fondatore della città ideale di Sabbioneta, mitico condottiero di Filippo II di Spagna, fraterno amico e fidato consigliere, che per lui aveva conquistato mezza Europa e parte del Marocco.

Vespasiano I Gonzaga Colonna

Orfano del padre e abbandonato dalla madre, Vespasiano venne amorevolmente allevato dalla zia, Giulia Gonzaga che si prenderà cura di “questo figliolo qual se attenderà a nutrircelo servitore per la affectione del infelice patre et de tutti noi altri che restamo sotto la medesima devotione et protectione”.

Nel suo libro “Una gentildonna irrequieta: Giulia Gonzaga fra reti familiari e relazioni eterodosse” Susanna Peyronel Rambaldi descrive la Gonzaga quale coraggiosa esponente di un movimento riformatore all’interno della Chiesa della Controriforma, una donna profondamente legata al suo potente casato e protagonista di un dissenso intellettuale che sarà poi represso.

Giulia Gonzaga nasce nel 1513 e, appena tredicenne, sposa Vespasiano Colonna, già vedovo di Beatrice Appiani dalla quale aveva avuto la figlia Isabella. Dopo soli due anni rimane vedova divenendo erede del marito a condizione di non risposarsi, nel qual caso il patrimonio sarebbe andato tutto a Isabella. Grazie al matrimonio tra Luigi Gonzaga e Isabella, che darà alla luce a Vespasiano I Gonzaga Colonna, Giulia riesce a proteggere e a incrementare i suoi feudi.

Sebastiano del Piombo-Giulia Gonzaga-Mantova, Museo del Palazzo Ducale

Stabilitasi a Fondi, Giulia crea un vivace circolo intellettuale, animato da personaggi come Vittoria Colonna, Sebastiano del Piombo e Juan de Valdés, scrittore spagnolo residente a Napoli in odore di eresia. Nel 1534 la città di Fondi è attaccata dal corsaro Barbarossa che cerca di rapire la nobildonna per consegnarla in dono al Sultano Solimano I il magnifico. Riuscita a sfuggire al rapimento con una fuga avventurosa a cavallo compiuta in abiti discinti a Capodimonte, il Barbarossa saccheggia la cittadina e la vicina Sperlonga.

“La bellissima Signora donna Giulia de Gonzaga godette di fama straordinaria, fu cantata dai poeti, fu al centro di miti e leggende, vagheggiata come protagonista romantica di amori insoddisfatti o oggetto di bramosie che si estendevano persino al di là dei mari”.

 copertina

Susanna Peyronel Rambaldi insegna Storia moderna all’Università degli studi di Milano. Si è occupata prevalentemente di storia politico-religiosa cinquecentesca, della storia dell’Inquisizione in Italia e, più recentemente, dell’attività politica e religiosa di alcune gentildonne appartenenti a grandi famiglie delle corti italiane.

Susanna Peyronel Rambaldi “Una gentildonna irrequieta: Giulia Gonzaga fra reti familiari e relazioni eterodosse”

Viella 2012

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