San Lorenzo e Ennio Concina

Pubblicato: luglio 5, 2013 in Uncategorized

San lorenzo

Ho conosciuto Ennio nel 1984 in un modo molto singolare. Avevo già letto i suoi libri, mi aveva aperto gli occhi sulla continuità architettonica di Venezia. Scriveva nel suo “Storia dell’Architettura di Venezia”:

“…al contrario di ogni altra, Venezia è entità urbana non generata dalla terra, né sorta su questa. E neppure, a dispetto dell’evidenza visiva e di affermazioni leggere, è città o isola arcipelago: Venezia non è un isola poiché le case edificate nel mare solo impropriamente sono definibili isole e Venezia, appunto, è fondata in alveo maris, s’innalza direttamente dai fondali marini, unico e irripetibile esempio nella storia”.

Nave Piano

Mi trovavo nella chiesa di San Lorenzo dove Ennio faceva alcune ricerche. Piano, Abbado e Nono preparavano il Prometeo, lavoro corale di Nono che doveva essere eseguito dentro una struttura a forma di nave, all’interno della chiesa. Ho seguito con ironica trepidazione tutto l’iter della costruzione, ma come si può immaginare un edificio a Venezia con misure precise, angoli retti e muri non sghimbesci? Il lavoro di Piano e della sua équipe, a segare, rabberciare e rimettere insieme tutta la struttura per infilarla finalmente nel suo contenitore, era così bello proprio per le sue forme anomale.

Struttura Piano

Ricordo poi la piattaforma su cui doveva esibirsi il corpo di ballo che cantava per conto suo, facendo imbestialire Gigi Nono e immelanconire il Maestro Abbado…
Mi sono portata Abbado alla Corte Sconta, dove sulle tovagliette di carta ho pensato di far danzare i ballerini sulle scalette laterali, coperte di moquette, e far sedere il pubblico sul ponte della nave. Ero stata io a far coprire le scalette con i tappetini perché qualche giorno prima, mentre osservavo dall’impalcatura i lavori sono scivolata e proprio Ennio mi ha salvato la vita prendendomi per i piedi. E’ stata una fatica immane riuscire a impedire che gli architetti mi coprissero i mosaici del pavimento. Dopo questo primo incontro io e Ennio siamo diventati amici, proprio per essere riusciti a salvare sia il pozzo che i fantastici mosaici dell’antico pavimento.

Pavimento di San Lorenzo. Foto di Gabriele Crozzoli tratta da Pavimenti a Venezia di Tudy Sammartini, Vianello 1999.

Pavimento di San Lorenzo. Foto di Gabriele Crozzoli tratta da Pavimenti a Venezia di Tudy Sammartini, Vianello 1999.

“La cultura”, amava ripetere, “è ritrovare nei luoghi i frammenti di conoscenze che sono nella tua testa”.

Con Ennio se ne va uno degli ultimi grandi umanisti dei nostri tempi, una delle persone più preparate sul problema di Venezia.

Ennio Concina insegnava Storia dell’Arte Bizantina a Ca’Foscari; è stato autore di numerosi studi di storia dell’architettura e della città tra medioevo e rinascimento. Tra i suoi volumi: L’arsenale della Repubblica di Venezia; Pietre, parole, storia; Venezia nell’età moderna; Navis, l’umanesimo sul mare; Dell’arabico. A Venezia tra Rinascimento e oriente; Storia dell’architettura di Venezia dal VII al XX secolo; Fondaci. Architettura, arte e mercatura tra Levante, Venezia e Allemagna.

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