Archivio per agosto, 2013

ImageE’ il 1962, anno di Biennale; una telefonata di Peggy mi invita a colazione agli Alboretti con la mia truppa di schnauzer che sono tutti da me a Venezia, non solo Ubù e Pimpinella, per essere rabberciati. Anche Peggy aveva con sé i suoi cani; il paron dell’osteria, mio grande amico, ha subito risolto il problema dando loro da mangiare. I cani ronfavano tranquilli sotto la tavola invece di litigare, grazie alla pancia piena.

La Guggenheim era arrivata con un’amica, la rappresentante dello Smithsonian presso la Biennale e aveva bisogno di una mano perché non conosceva bene Venezia. Ho subito pensato: “gatta ci cova” ma, visto che non avevo niente da fare e che a Ca’ dei Leoni incontravo sempre gente interessante ho accettato l’invito. La rappresentante dello Smithsonian, come avevo intuito, era un personaggio interessante e la invito a Calle Gritti per il giorno dopo.

Il problema era la Nevelson invitata dalla Biennale. E’ stato un incubo ma filtrato nel tempo particolare e istruttivo.

Il perongaggio alloggiava al Gritti, e col suo bel carattere faceva impazzire tutti.

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Per allestire la mostra delle sculture ai Giardini, abbiamo dovuto chiuderla in mezzanino fornita di una buona riserva di Canadian bourbon perché con lei tra i piedi non riuscivamo a fare niente, disfava immancabilmente quanto avevamo realizzato.

Liberati di lei, felici siamo riusciti ad allestire talmente bene l’esposizione da beccarci perfino un premio.

Si è appena chiusa (21 luglio) a Roma la mostra monografica dedicata alla Nevelson e curata da Bruno Corà per Fondazione Roma, Museo Palazzo Sciarra. La mostra racconta l’attività della Nevelson che prende avvio dagli anni ’30 con disegni e terrecotte, agli assemblage in legno dipinto degli anni ’50 e alle significative opere della maturità provenienti da importanti collezioni nazionali e internazionali.

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Louise nasce a Kiev nel 1899 ed emigra a New York con la famiglia nel 1905; Ada Masoero, in un articolo del Sole24Ore (14 aprile 2013) la descrive così:

“una donna intelligente, bellissima e anticonformista, volubile ed egocentrica, ribelle e stravagante, trafitta dalla depressione ma determinata a raggiungere i suoi obiettivi, teatrale nei comportamenti e nel vestire, oracolare nell’eloquio”.

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Roma, Palazzo dei Congressi.

Roma, Palazzo dei Congressi.

Il 22 Giugno di quest’anno, la facoltà di Ingegneria di Trento ricorda con una mostra celebrativa al Mart di Rovereto la figura di un grande protagonista dell’architettura italiana: ADALBERTO LIBERA. (1903-1963). La figura dell’architetto si rivela attraverso i suoi progetti più significativi, con particolare attenzione al periodo degli esordi, il  suo linguaggio è così moderno da rappresentare per primo in Italia  il Razionalismo europeo. Sono esposte quattordici fantastiche vedute prospettiche purtroppo solo riproduzioni fotografiche in bianco e nero, corredate da materiali d’archivio, schizzi, fotografie pubblicazioni d’epoca e le sue preziose relazioni tecniche.

1932-37, Sistemazione del mausoleo di Augusto.

1932-37, Sistemazione del mausoleo di Augusto.

Vi sono disegni, tempere progetti a pianta centrale, una sala dedicata esclusivamente ai video, mentre l’ultima stanza è dedicata alla “città ideale”.

1942, Mostra della razza.

1942, Mostra della razza.

L’architetto nasce a Villa Lagarino, in Tirolo; nel 1914 si trasferisce a Parma città natale della madre marchesa Olimpia Pallavicino. Qui si iscrive alla facoltà di matematica e nel contempo frequenta le lezioni di architettura presso l’Istituto di Belle Arti. Nel 1925 si trasferisce a Roma e si laurea alla Regia Scuola Superiore di Architettura. Ancora studente entra a far parte del Gruppo 7 sorto nel 1926 a opera di Pollini, Figini, Terragni, Frette, Castagnoli, Larco e Rava. Nel 1928 fonda il Movimento Italiano per l’Architettura Razionale (M.I.A.R.) e, dopo averlo sciolto, lavora come professionista indipendente associandosi di volta in volta con i migliori architetti dell’ambiente romano. Negli anni ’30 realizza a Roma importanti opere pubbliche.

Gli interni e la pianta di Villa Malaparte.

Gli interni e la pianta di Villa Malaparte.

Durante la guerra tralascia l’attività professionale e si immerge nella riflessione sui temi fondamentali dell’architettura, centinaia di fogli densi di annotazioni, schizzi, testi sugli elementi dell’alloggio, documentano lo studio sulla “casa dell’uomo”. Nel ’47 a Roma inizia una lunga collaborazione con l’Ina-casa che lo porta alla costruzione dell’Unità di abitazione orizzontale al Tuscolano e realizza l’aeroporto di Fiumicino in coadiuvato da Ugo Sissa. Il suo interesse si sposta sempre più dallo studio dello spazio abitativo alla scala del quartiere e della città. Muore improvvisamente nel 1963, nel pieno della sua attività professionale di architetto, insegnante e ricercatore.

Dettaglio pagine interne Domus 605 : aprile 1980. Villa Malaparte di Adalberto Libera, Capri 1938

Dettaglio pagine interne Domus 605 : aprile 1980. Villa Malaparte di Adalberto Libera, Capri 1938

L’architetto Nicola di Battista, curatore della mostra presenta una selezione dei progetti più significativi di Libera la cui lettura inedita intende attualizzare le modalità di formazione di uno stile.

DAL 22 GIUGNO all’8 SETTEMBRE al Mart di Rovereto

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La 55.Esposizione Internazionale d’Arte dà vita a una grande mostra ricerca: con Il Palazzo Enciclopedico Massimiliano Gioni vuol riflettere sulle spinte creative degli artisti contemporanei portando avanti un quesito: qual è il mondo degli artisti? L’interesse arriva al punto da ricercare relazioni con mondi diversi, per cui sono rappresentate opere di artisti contemporanei ma anche opere del passato. Partecipano a questa Biennale 88 paesi di cui 10 presenti per la prima volta: Angola, Bahamas, Regno del Bahrain, Repubblica della Costa d’Avorio, Repubblica del Kosovo, Kuwait, Maldive, Paraguay e Tuvvalu.

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Alla Biennale arriva il Vaticano, grazie al Cardinal Gianfranco Ravasi; ispirata al racconto biblico della Genesi, l’esposizione nelle Sale d’Armi dell’Arsenale si sviluppa nel temi della Creazione, della De-Creazione e della Ri-Creazione; tra gli artisti selezionati: Studio Azzurro, Koudelka e Carroll. “Le opere non sono di arte liturgica – ha commentato presentando l’iniziativa Ravasi – anche se non escludo che alcune di queste possano essere considerate e fruite come tali. E’ stata lasciata la massima libertà creativa agli artisti”. I Leoni d’Oro alla carriera sono stati assegnati a Maria Lassing e Marisa Merz, quello per la miglior partecipazione nazionale all’Angola, per il miglior artista della mostra principale al britannico Tino Sehgal, quello d’argento per una giovane promessa alla Francese Camille Henrot.

Di particolare interesse sono poi le due mostre della Fondazione Prada e di Palazzo Franchetti.

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La Fondazione Prada presenta dal 1 giugno al 3 novembre 2013 a Ca’ Corner della Regina la mostra “When Attitudes Become Form: Bern 1969/Venice 2013”, a cura di Germano Celant in dialogo con Thomas Demand e Rem Koolhaas. Il progetto ricostruisce, in un sorprendente rifacimento, “Live in Your Head. When Attitudes Become Form”, una mostra curata da Harald Szeemann alla Kunsthalle di Berna nel 1969 e passata alla storia per il radicale approccio del curatore alla pratica espositiva.

L'opera esposta a Ca' Corner della Regina.

L’opera esposta a Ca’ Corner della Regina.

L’intento è ridare vita al processo espositivo con cui la mostra venne realizzata; “When Attitudes Become Form: Bern 1969/Venice 2013” riunisce quasi tutte le opere originali presentate nel 1969 alla Kunsthalle e alla Schulwarte, quelle ritrovate e provenienti da importanti collezioni private e musei internazionali, nonché interventi site-specific, direttamente o in collaborazione con gli artisti e le loro fondazioni, oltre a una selezione di fotografie, video, libri, lettere, oggetti effimeri e altri materiali originali relativi alla mostra del 1969 e al suo fondamentale contesto.

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Alla Ca’ d’Oro fino al 24 novembre rimane aperta “Da Giorgio Franchetti a Giorgio Franchetti. Collezionismi alla Ca’ d’Oro”: i capolavori di due straordinari collezionisti, nonno e nipote, vengono per la prima volta riuniti nella dimora che il primo, Barone Giorgio Franchetti, scelse per contenere i suoi tesori.

Mantegna, San Sebastiano.

Mantegna, San Sebastiano.

Diverse le loro collezioni, come diverso era il momento storico e le condizioni in cui vissero e operarono; Giorgio Franchetti senior è attratto dall’arte antica e si lascia sedurre, secondo il gusto del tempo, dai nomi altisonanti del collezionismo di sempre, come Mantegna, Tiziano e Guardi, dai fondi d’oro al vedutismo veneziano. A differenza del nonno, il nipote non è attratto dall’antico che tuttavia guarda con interesse; nelle sue corde c’è la modernità. All’inizio degli anni Sessanta è tra i pochi che acquistano i lavori di Mimmo Rotella, Mario Schifano, Jannis Kounelli e Tano Festa.

Mimmo Rotella, La Tigre, 1962

Mimmo Rotella, La Tigre, 1962

Il sistema dell’arte che ruota attorno alla Biennale a Venezia offre anche la possibilità di esporre le proprie opere a pagamento: accade a Palazzo Bembo, dove una fondazione olandese no Profit ha organizzato la mostra “Personal Structures”. Gli artisti per prendervi parte hanno investito almeno 12 mila euro a testa, soldi utili a sostenere i costi relativi alla loro presentazione. Considerando che la selezione riguarda 82 artisti, la cifra assicurata alla Global Art Affairs Foundation per l’organizzazione della mostra a Palazzo Bembo sfiora il milione di euro.

Fiori del terrazzo

Pubblicato: agosto 1, 2013 in Uncategorized

Figini

Per l’edizione Libraccio con l’introduzione di Ornella Selvafolta è uscita recentemente la ristampa anastatica del libro “L’elemento verde e l’abitazione” di Luigi Figini del 1950 di cui, nell’archivio personale, sono raccolte tutte le fasi preparatorie compresa una lettera inviata a Le Corbusier nel 1945. Il lavoro inizia con un menabò di cm 5,5 per 4,5, cinque volte più piccolo del vero (foto) oggetto straordinario con testimonianze preziose del gusto contemporaneo.

“Come magnifici dispositivi ottici, i porticati in primo piano inquadrano i paesaggi, le vetrate portano panorami vegetali degli interni, degli ambienti si privilegiano punti di snodo e di interscambio con la natura, i terrazzi-giardino sono ripresi con precisione di vedute, spazi e arredi. Sono per altro questi ultimi a ricevere la maggiore attenzione di Figini. Il terrazzo-giardino rappresenta per lui la “conquista più tipica della Nuova Architettura””.

figini menabò

Il volume è stato presentato al Mart di Rovereto il 23 gennaio scorso che in questi giorni è impegnato in un’altra iniziativa dedicata al verde: “Al Mart a seminar la buona pianta”, manifestazione a cura di Giovanna Zucconi. Non è un festival ma una passeggiata collettiva che accade in molti luoghi, fatta di incontri, workshop, parole, musica e arte tra Vallarsa, Rovereto e Schio dal 5 al 10 agosto.

Un’altra ristampa riveduta e corretta è “Piante e fiori del terrazzo” di Ippolito Pizzetti così presentato da Paolo Pejrone:

“Per conoscere (e voler bene) Ippolito era necessario veder la sua casa e le sue terrazze di Via Ronciglione: fondamentalmente era anche partecipare in modo attivo al quotidiano del suo giardino “botanico” e a quello “zoologico”. Un grande mondo di amore: piante e frutti si mescolavano ai gatti, ai cani e a Pio 12, il cattivissimo pappagallo”.

pizzetti

Venezia rigurgita di altane e terrazze, negli ultimi anni ne sono sorte una miriade ma la loro origine è ben più antica, come testimoniano “Il miracolo della reliquia della croce” e “Le due dame” del Carpaccio.

Vittore Carpaccio, Miracolo della reliquia della croce, Venezia Gallerie dell'Accademia

Vittore Carpaccio, Miracolo della reliquia della croce, Venezia Gallerie dell’Accademia

Vittore Carpaccio, Le due dame, Venezia Museo Correr

Vittore Carpaccio, Le due dame, Venezia Museo Correr

Edito da Giunti, “Il giardino in balconi e terrazzi” è invece uno spunto prezioso per chi ha un angolo verde, una guida dal momento dell’ideazione, alla scelta dei contenitori, passando per il terreno, l’acqua e le avversità.

Lobelia erinus

 

 

LUIGI FIGINI L’elemento verde e l’abitazione. Ristampa anastatica dell’edizione 1950. Libraccio Editore, 2012.

IPPOLITO PIZZETTI Piante e fiori del terrazzo. Orme editori, 2012.

ILARIA STRADIOTTI Il giardino in balconi e terrazzi, Giunti 2001.

La mia altana