Una bella Biennale che coinvolge tutta Venezia

Pubblicato: agosto 2, 2013 in Uncategorized

La 55.Esposizione Internazionale d’Arte dà vita a una grande mostra ricerca: con Il Palazzo Enciclopedico Massimiliano Gioni vuol riflettere sulle spinte creative degli artisti contemporanei portando avanti un quesito: qual è il mondo degli artisti? L’interesse arriva al punto da ricercare relazioni con mondi diversi, per cui sono rappresentate opere di artisti contemporanei ma anche opere del passato. Partecipano a questa Biennale 88 paesi di cui 10 presenti per la prima volta: Angola, Bahamas, Regno del Bahrain, Repubblica della Costa d’Avorio, Repubblica del Kosovo, Kuwait, Maldive, Paraguay e Tuvvalu.

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Alla Biennale arriva il Vaticano, grazie al Cardinal Gianfranco Ravasi; ispirata al racconto biblico della Genesi, l’esposizione nelle Sale d’Armi dell’Arsenale si sviluppa nel temi della Creazione, della De-Creazione e della Ri-Creazione; tra gli artisti selezionati: Studio Azzurro, Koudelka e Carroll. “Le opere non sono di arte liturgica – ha commentato presentando l’iniziativa Ravasi – anche se non escludo che alcune di queste possano essere considerate e fruite come tali. E’ stata lasciata la massima libertà creativa agli artisti”. I Leoni d’Oro alla carriera sono stati assegnati a Maria Lassing e Marisa Merz, quello per la miglior partecipazione nazionale all’Angola, per il miglior artista della mostra principale al britannico Tino Sehgal, quello d’argento per una giovane promessa alla Francese Camille Henrot.

Di particolare interesse sono poi le due mostre della Fondazione Prada e di Palazzo Franchetti.

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La Fondazione Prada presenta dal 1 giugno al 3 novembre 2013 a Ca’ Corner della Regina la mostra “When Attitudes Become Form: Bern 1969/Venice 2013”, a cura di Germano Celant in dialogo con Thomas Demand e Rem Koolhaas. Il progetto ricostruisce, in un sorprendente rifacimento, “Live in Your Head. When Attitudes Become Form”, una mostra curata da Harald Szeemann alla Kunsthalle di Berna nel 1969 e passata alla storia per il radicale approccio del curatore alla pratica espositiva.

L'opera esposta a Ca' Corner della Regina.

L’opera esposta a Ca’ Corner della Regina.

L’intento è ridare vita al processo espositivo con cui la mostra venne realizzata; “When Attitudes Become Form: Bern 1969/Venice 2013” riunisce quasi tutte le opere originali presentate nel 1969 alla Kunsthalle e alla Schulwarte, quelle ritrovate e provenienti da importanti collezioni private e musei internazionali, nonché interventi site-specific, direttamente o in collaborazione con gli artisti e le loro fondazioni, oltre a una selezione di fotografie, video, libri, lettere, oggetti effimeri e altri materiali originali relativi alla mostra del 1969 e al suo fondamentale contesto.

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Alla Ca’ d’Oro fino al 24 novembre rimane aperta “Da Giorgio Franchetti a Giorgio Franchetti. Collezionismi alla Ca’ d’Oro”: i capolavori di due straordinari collezionisti, nonno e nipote, vengono per la prima volta riuniti nella dimora che il primo, Barone Giorgio Franchetti, scelse per contenere i suoi tesori.

Mantegna, San Sebastiano.

Mantegna, San Sebastiano.

Diverse le loro collezioni, come diverso era il momento storico e le condizioni in cui vissero e operarono; Giorgio Franchetti senior è attratto dall’arte antica e si lascia sedurre, secondo il gusto del tempo, dai nomi altisonanti del collezionismo di sempre, come Mantegna, Tiziano e Guardi, dai fondi d’oro al vedutismo veneziano. A differenza del nonno, il nipote non è attratto dall’antico che tuttavia guarda con interesse; nelle sue corde c’è la modernità. All’inizio degli anni Sessanta è tra i pochi che acquistano i lavori di Mimmo Rotella, Mario Schifano, Jannis Kounelli e Tano Festa.

Mimmo Rotella, La Tigre, 1962

Mimmo Rotella, La Tigre, 1962

Il sistema dell’arte che ruota attorno alla Biennale a Venezia offre anche la possibilità di esporre le proprie opere a pagamento: accade a Palazzo Bembo, dove una fondazione olandese no Profit ha organizzato la mostra “Personal Structures”. Gli artisti per prendervi parte hanno investito almeno 12 mila euro a testa, soldi utili a sostenere i costi relativi alla loro presentazione. Considerando che la selezione riguarda 82 artisti, la cifra assicurata alla Global Art Affairs Foundation per l’organizzazione della mostra a Palazzo Bembo sfiora il milione di euro.

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