Un grande razionalista tra le due guerre: Adalberto Libera

Pubblicato: agosto 10, 2013 in Uncategorized
Roma, Palazzo dei Congressi.

Roma, Palazzo dei Congressi.

Il 22 Giugno di quest’anno, la facoltà di Ingegneria di Trento ricorda con una mostra celebrativa al Mart di Rovereto la figura di un grande protagonista dell’architettura italiana: ADALBERTO LIBERA. (1903-1963). La figura dell’architetto si rivela attraverso i suoi progetti più significativi, con particolare attenzione al periodo degli esordi, il  suo linguaggio è così moderno da rappresentare per primo in Italia  il Razionalismo europeo. Sono esposte quattordici fantastiche vedute prospettiche purtroppo solo riproduzioni fotografiche in bianco e nero, corredate da materiali d’archivio, schizzi, fotografie pubblicazioni d’epoca e le sue preziose relazioni tecniche.

1932-37, Sistemazione del mausoleo di Augusto.

1932-37, Sistemazione del mausoleo di Augusto.

Vi sono disegni, tempere progetti a pianta centrale, una sala dedicata esclusivamente ai video, mentre l’ultima stanza è dedicata alla “città ideale”.

1942, Mostra della razza.

1942, Mostra della razza.

L’architetto nasce a Villa Lagarino, in Tirolo; nel 1914 si trasferisce a Parma città natale della madre marchesa Olimpia Pallavicino. Qui si iscrive alla facoltà di matematica e nel contempo frequenta le lezioni di architettura presso l’Istituto di Belle Arti. Nel 1925 si trasferisce a Roma e si laurea alla Regia Scuola Superiore di Architettura. Ancora studente entra a far parte del Gruppo 7 sorto nel 1926 a opera di Pollini, Figini, Terragni, Frette, Castagnoli, Larco e Rava. Nel 1928 fonda il Movimento Italiano per l’Architettura Razionale (M.I.A.R.) e, dopo averlo sciolto, lavora come professionista indipendente associandosi di volta in volta con i migliori architetti dell’ambiente romano. Negli anni ’30 realizza a Roma importanti opere pubbliche.

Gli interni e la pianta di Villa Malaparte.

Gli interni e la pianta di Villa Malaparte.

Durante la guerra tralascia l’attività professionale e si immerge nella riflessione sui temi fondamentali dell’architettura, centinaia di fogli densi di annotazioni, schizzi, testi sugli elementi dell’alloggio, documentano lo studio sulla “casa dell’uomo”. Nel ’47 a Roma inizia una lunga collaborazione con l’Ina-casa che lo porta alla costruzione dell’Unità di abitazione orizzontale al Tuscolano e realizza l’aeroporto di Fiumicino in coadiuvato da Ugo Sissa. Il suo interesse si sposta sempre più dallo studio dello spazio abitativo alla scala del quartiere e della città. Muore improvvisamente nel 1963, nel pieno della sua attività professionale di architetto, insegnante e ricercatore.

Dettaglio pagine interne Domus 605 : aprile 1980. Villa Malaparte di Adalberto Libera, Capri 1938

Dettaglio pagine interne Domus 605 : aprile 1980. Villa Malaparte di Adalberto Libera, Capri 1938

L’architetto Nicola di Battista, curatore della mostra presenta una selezione dei progetti più significativi di Libera la cui lettura inedita intende attualizzare le modalità di formazione di uno stile.

DAL 22 GIUGNO all’8 SETTEMBRE al Mart di Rovereto

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commenti
  1. Paolo Bettini ha detto:

    Vedo che anche lei incorre nel diffusissimo errore di attribuire la casa Malaparte all’architetto Adalberto Libera che invece c’entra poco o nulla. La casa è opera dello stesso Curzio Malaparte, come lei può facilmente appurare leggendo http://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Malaparte.

    • Tudy Sammartini ha detto:

      Gentile Architetto,

      io e mio marito Ugo Sissa (che lavorava con Libera) abitavamo sopra la casa di Malaparte che ogni giorno cambiava idea… Se questa testimonianza non dovesse bastarle, anche il Laboratorio di Restauro dei monumenti prof. arch. Stefano F. Musso – arch. Daniela Pittalunga, arch. Rita Vecchiattini attribuisce il progetto a Libera, tra 1938 e 1942. Libera ha infatti steso le prime idee, dando l’impostazione volumetrica. Spero che questo risolva i suoi dubbi, più di una pagina di Wikipedia…..

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