Architetture di legno: Louise Nevelson

Pubblicato: agosto 30, 2013 in Uncategorized

ImageE’ il 1962, anno di Biennale; una telefonata di Peggy mi invita a colazione agli Alboretti con la mia truppa di schnauzer che sono tutti da me a Venezia, non solo Ubù e Pimpinella, per essere rabberciati. Anche Peggy aveva con sé i suoi cani; il paron dell’osteria, mio grande amico, ha subito risolto il problema dando loro da mangiare. I cani ronfavano tranquilli sotto la tavola invece di litigare, grazie alla pancia piena.

La Guggenheim era arrivata con un’amica, la rappresentante dello Smithsonian presso la Biennale e aveva bisogno di una mano perché non conosceva bene Venezia. Ho subito pensato: “gatta ci cova” ma, visto che non avevo niente da fare e che a Ca’ dei Leoni incontravo sempre gente interessante ho accettato l’invito. La rappresentante dello Smithsonian, come avevo intuito, era un personaggio interessante e la invito a Calle Gritti per il giorno dopo.

Il problema era la Nevelson invitata dalla Biennale. E’ stato un incubo ma filtrato nel tempo particolare e istruttivo.

Il perongaggio alloggiava al Gritti, e col suo bel carattere faceva impazzire tutti.

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Per allestire la mostra delle sculture ai Giardini, abbiamo dovuto chiuderla in mezzanino fornita di una buona riserva di Canadian bourbon perché con lei tra i piedi non riuscivamo a fare niente, disfava immancabilmente quanto avevamo realizzato.

Liberati di lei, felici siamo riusciti ad allestire talmente bene l’esposizione da beccarci perfino un premio.

Si è appena chiusa (21 luglio) a Roma la mostra monografica dedicata alla Nevelson e curata da Bruno Corà per Fondazione Roma, Museo Palazzo Sciarra. La mostra racconta l’attività della Nevelson che prende avvio dagli anni ’30 con disegni e terrecotte, agli assemblage in legno dipinto degli anni ’50 e alle significative opere della maturità provenienti da importanti collezioni nazionali e internazionali.

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Louise nasce a Kiev nel 1899 ed emigra a New York con la famiglia nel 1905; Ada Masoero, in un articolo del Sole24Ore (14 aprile 2013) la descrive così:

“una donna intelligente, bellissima e anticonformista, volubile ed egocentrica, ribelle e stravagante, trafitta dalla depressione ma determinata a raggiungere i suoi obiettivi, teatrale nei comportamenti e nel vestire, oracolare nell’eloquio”.

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