Archivio per novembre, 2013

Toletta…grazie!

Pubblicato: novembre 28, 2013 in Uncategorized

tolettaDevo la mia cultura su Venezia ai libri che compravo alla Toletta dal padre di Giovanni, Maurizio; non gli sarò mai abbastanza riconoscente perché sono stati i primi libri che ho arato sulla storia di questa città e che sono alla base di tutto quello che ho fatto in seguito. Senza i suoi consigli e il suo aiuto non mi sarei fatta le ossa per quello che poi ho realizzato nel tempo. Alla Toletta ho comprato la prima edizione di Longhi del Viatico sulla pittura veneziana, Sansovino e la sua Venezia città nobilissima, le Curiosità Veneziane del Tassini, i tre volumi sui costumi dei Veneziani di Grevenbroch… Sono così felice che dopo tutti questi anni di intelligente lavoro finalmente venga riconosciuto quanto è stato fatto!

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Il padre di Giovanni mi ha sempre consigliato i libri giusti e aveva tanta pazienza! Una volta mi ha anche regalato Le isole della Laguna del Molmenti… perché la pagina 23 era tagliata! Le mie scansie sono piene di libri che ho comprato da loro o che ho ricevuto in regalo; tutta la mia generazione si è fatta una cultura grazie ai libri della Toletta venduti sempre a prezzi abbordabili…

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LINK AL SITO WEB DELLA TOLETTA

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Costantino Dardi: la linea analitica

Pubblicato: novembre 26, 2013 in Uncategorized
Costantino Dardi illustra i progetti per il Vajont

Costantino Dardi illustra i progetti per il Vajont

Dardi si laurea allo IUAV nel 1962 sotto la guida di Giuseppe Samonà; appena terminati gli studi partecipa a vari concorsi tra cui quello del centro direzionale di Torino e dell’ospedale di Venezia. Con Samonà fa parte della commissione del disastro del Vajont e a Longarone partecipa al concorso per la realizzazione della scuola elementare. Era un fantastico disegnatore, molto attivo tra il ’66 e il 1974 quando diventa docente alla Sapienza di Roma.

Cervignano del Friuli -  Casa Fattori - Foto Italo Zanier 1962

Cervignano del Friuli – Casa Fattori – Foto Italo Zanier 1962

Nel 1978 viene incaricato per l’allestimento della Biennale di Venezia curata da Bonito Oliva. Si occupa di nuovo della Biennale nel 1980 dove Portoghesi gli affida l’allestimento della Strada Novissima. Nel 1982 è responsabile per la terza volta della mostra di arti visive a Venezia curata da una commissione coordinata da Jean Clair. Per lui Dardi segue l’allestimento ai Giardini; la vera novità dell’edizione sono i tre padiglioni sospesi sull’acqua che, nonostante alcuni intoppi burocratici, realizza tra acqua e cielo. Dopo aver lavorato al Palazzo delle Esposizioni e ai Fori Imperiali, primi di numerosi interventi su beni architettonici e archeologici, partecipa alla realizzazione degli apparati scenografici di Il ventre dell’architetto di Peter Greenaway; la mostra sull’architettura di Boullée al Vittoriano diviene momento di raccordo, nella finzione scenica, tra la vicenda umana del protagonista e la città di Roma. Colpito dalla scala dell’Altare della Patria, dagli interni e dalla vista sulla città, Dardi si prodiga affinché la mostra non vada dispersa dopo il film.

Progetto per i padiglioni sospesi alla Biennale

Progetto per i padiglioni sospesi alla Biennale

Costantino Dardi aveva la mania delle macchine; possedeva una bmw d’epoca che aveva restaurato, gli piaceva correre, andando sulla Tivoli in una curva è finto fuori strada morendo sul colpo nel 1991.

Si è inaugurata l’11 novembre nella Sala Espositiva dell’Archivio Progetti dello IUAV “La linea analitica. I musei e gli allestimenti di Costantino Dardi”; divisa in cinque sezioni tematiche, espone i punti fondamentali della sua ricerca: i progetti museali, le grandi scenografie urbane, gli allestimenti nei siti archeologici e nei musei, l’attività presso la Biennale di Venezia.

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La valutazione futura dell’artista non sarà di considerarlo un pittore o uno scultore e neppure un architetto, ma un nuovo creatore di forme plastiche che assommerà le doti di un pittore, di uno scultore, di un architetto”. Herbert Read

Costantino era un mio compagno di scuola con Checco Tentori quando studiavo allo IUAV, gruppo di interessanti amici con cui ho perso i contatti a metà degli anni Cinquanta quando sono andata in Kiwù (Ex Congo Belga) a piantare caffè in quanto le mie radici sono, come diceva Andrea Zanzotto, di contadina della sinistra Piave.

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La linea analitica. I musei e gli allestimenti di Costantino Dardi

12 novembre > 13 dicembre 2013

Archivio progetti, sala espositiva

Venezia, Dorsoduro 2196, Cotonificio

Lunedì-venerdì dalle 9.30 alle 13.30

giovedì dalle 15 alle 17.30

chiuso sabato e festivi

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Dandula: l’ultimo sorriso di Mozart

Pubblicato: novembre 25, 2013 in Uncategorized

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Caro amico grazie del magico regalo di Natale. Paolo Cattelan, musicologo e docente di Storia della Musica con questo libro edito da Marcianum Press prosegue le sue ricerche su Mozart e Venezia. Proprio grazie ai suoi studi sulla visita dei Mozart a Venezia nel 1771 si imbatte in Elisabetta Malfetti, nobildonna veneziana vissuta tra la fine del Settecento e il primo Ottocento, moglie di Antonio Dandolo, sposa-bambina sacrificata alla politica delle grandi famiglie della Serenissima. Dandula, che a diciannove anni è una mecenate del mondo della musica, si ribella al matrimonio rivelando le ipocrisie del tempo. La denuncia le costa cara, a ventitre anni si ritrova in tribunale accusata dal marito di adulterio:

“la reazione dello stato veneto doveva valere per tutti i tentativi di realizzare una società più aperta che molti veneziani coltivarono negli anni Settanta del secolo XVIII e doveva essere esemplare anche nei confronti delle altre donne. Condannata nel 1774 dagli Inquisitori al fermo domiciliare, Dandula subì un secondo arresto nel 1776. Nel 1777 le venne ricusato il divorzio che aveva richiesto denunciando pubblicamente che il matrimonio con Antonio Dandolo era stato combinato dieci anni prima (1767) contro la sua volontà dallo zio Contarin del Bovolo e da suo fratello Piero”.

Sia la storia della vita di Dandula che la musica sono filo conduttore del libro che contiene un Cd, Dieci arie per Dandula, con musiche di Mozart e Rossini.

Paolo Cattelan mi ha spiegato l’importanza vitale di un’epoca che credevo stantia: ho scoperto che anche le donne a Venezia erano massone, in un’epoca storica complicata, risvegliato dallo spirito della Rivoluzione francese.

Il periodo che vede a Venezia formarsi la prima Loggia è quello in cui Dandula viene inquisita con l’accusa di adulterio. Alcuni antefatti di vent’anni prima (1755) ci riportano a quando Giovan Battista Mannuzzi, spione degli Inquisitori di Stato, rivela che Giacomo Casanova si era vantato di essere un affiliato provocandone l’arresto e di lì la mitica fuga dai Piombi.

Sono proprio queste donne, come sempre a Venezia, a occuparsi delle cose e risolvere i problemi: i mariti erano in giro a fare i mercanti e a casa e chi teneva la contabilità, erano le donne!

PAOLO CATTELAN

Dandula. L’ultimo sorriso di Mozart

Marcianum Press, 2013

In ricordo di una persona speciale

Pubblicato: novembre 22, 2013 in Uncategorized

Mi ricordo come fosse oggi un tiepido autunno ottobrino, seduta sulla terrazza incorniciata dai colori degli alberi del giardino, a discutere sui segreti con cui Marie creava i suoi magici bicchieri. Ho sempre presente quel pomeriggio  passato sulla terrazza contornata dai caldi colori, gli stessi che rivedevo nei suoi affascinanti bicchieri. I “goti” di Marie, realizzati in collaborazione col maestro vetraio Davide Salvadore, si impongono subito per la loro originalità: durante la Biennale del 1995 debuttano nello shop di Palazzo Grassi e riscuotono un enorme successo nei negozi più famosi del mondo.

Leggo in internet che il Professor Pierre Rosenberg ha preso il suo posto come presidente dell’Alliances Françaises, associazione a cui Marie teneva molto e di cui si occupava con amore, passione e competenza. Marie era proprio una bella persona con tanti interessi. Chiacchieravamo di fiori, annusando i loro profumi emanati dai vasi appoggiati sul  davanzale mentre accucciato su una seggiola  il vecchio bassotto faceva finta di dormire aprendo di tanto in tanto gli occhi, si grattava l’orecchio come se anche lui stesse ascoltando i nostri discorsi.

Marie era sempre disponibile, aveva un’eleganza innata col dolce viso incorniciato dai lunghi capelli, lo sguardo intenso, il sorriso accattivante…. Con la sua scomparsa ha lasciato un grande vuoto.

Marie Brandolini d'Adda - Casa Vogue, aprile 2007 photo by Deborah Turbeville

Marie Brandolini d’Adda – Casa Vogue, aprile 2007 photo by Deborah Turbeville

Frescos

Pubblicato: novembre 21, 2013 in Uncategorized

Frescos coverPalladio was convinced that architecture spoke for itself and did not require any ornamentation through painting. Nevertheless, frescos adorn many of his villas. At Villa Barbaro in Maser, Paolo Veronerse disintegrates the structures integrating internal and external spaces: the tree-lined avenue is extended outside by the frescoes while two figures, one in front of the other, open two doors on the infinity space; a small window looking out to the right side on the portico bring us back to reality.

At the Villa Malcontenta, Giovanni Battista Zelotti’s fresco cycle not only represents an examples of trompe l’oeil based on architectural structures, but also sheds lights on formative events within the family the commissioned Palladio. Antonio Foscari writes:

“I started to notice the latent tension, the ideological discrepancies, and the evolutions in the style. For example, I was able to understand why, in the two rooms set aside for receiving the “brilliant friends” who came to visit the owner of this country villa, the decoration in one expressed a problematic intellectual ideology, while the other exalted a hedonistic view of life. I realized that some of the iconographic choices were linked to specific moments in the life of one or the other brother, while other choices had been taken in order to emphasize ideological convictions”.

Battista Zelotti, Paggio - Elisabetta Loredan - sala est

Battista Zelotti, Paggio – Elisabetta Loredan – sala est

The fate of the Malcontenta in the years immediately after the fall of the Venetian Republic is linked to that of the family who had always owned it. A few weeks after the sale of the villa, the detached frescos (strappi) were offered to Francesco Hayez; five years later, in 1820, Leopoldo Cicognara, who had been told about  this event, wrote that “Palazzo Foscari at Malcontenta is deteriorating day by day”.

The frescos returned at last to a coherent and homogeneous whole thanks to the effort of the current owners who commissioned a restoration carried out by Professor Tiozzo and his team, together with Marcello D’Este.

Battista Zelotti, Prometeo

Battista Zelotti, Prometeo

Published by Lars-Müller, “Frescos” is Antonio Foscari’s third book about Palladio and Villa Malcontenta and explores the fresco cycle in the context of key political and cultural events in Venice and the patrons’ family commitments between the late 1550s and 1570s. The publication contains also interesting historical documents and beautiful photographs of the frescos by Matthias Schaller.

Dear Tonci, thanks for this wonderful Christmas gift!!

iziano, Davide e Golia - Battista Franco, dettaglio - Battista Zelotti, La caduta dei giganti, dettaglio

iziano, Davide e Golia – Battista Franco, dettaglio – Battista Zelotti, La caduta dei giganti, dettaglio

ANTONIO FOSCARI

Frescos – within Palladio’s Architecture – Malcontenta 1557-1575

Photographs by Matthias Schaller

Translated by Lucinda Byatt

Lars Müller Publishers

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Palladio era convinto che l’architettura parlasse per se stessa e che non richiedesse alcun ornamento realizzato tramite la pittura; tuttavia, gli affreschi decorano molte delle sue ville. A Villa Barbaro a Maser, Paolo Veronerse disintegra le strutture integrando spazi interni ed esterni: il viale alberato si estende all’esterno grazie agli affreschi mentre due figure, una di fronte all’altra, aprono due porte su di uno spazio infinito. Una piccola finestra che guarda verso il lato destro del portico ci riporta alla realtà.

A Villa Malcontenta, il ciclo di affreschi di Giovanni Battista Zelotti rappresenta non solo un esempio di trompe l’oeil basato sugli elementi architettonici ma getta anche luce su eventi importanti per la famiglia dei committenti.

Antonio Foscari scrive:

“Ho iniziato a notare la tensione, le discrepanze ideologiche e le evoluzioni dello stile. Sono stato in grado di capire il motivo per cui, nelle due sale destinate a ricevere gli “amici brillanti” in visita al proprietario di questa villa di campagna, la decorazione poteva esprimere un’ideologia intellettuale problematica o esaltare un’edonistica visione della vita. Alcune delle scelte iconografiche erano legate a momenti particolari della vita di uno o dell’altro fratello, mentre altre scelte sono state adottate al fine di sottolineare convinzioni ideologiche”.

Il destino della Malcontenta negli anni immediatamente successivi alla caduta della Repubblica di Venezia è legato a quello della famiglia che l’aveva sempre posseduta. Poche settimane dopo la vendita della villa, gli affreschi staccati (strappi) sono stati offerti a Francesco Hayez; cinque anni dopo, nel 1820, Leopoldo Cicognara, che era stato informato su questo evento, scrive: “Palazzo Foscari a Malcontenta si sta deteriorando giorno per giorno “.

Gli affreschi sono tornati finalmente a una forma coerente e omogenea grazie all’impegno degli attuali proprietari che hanno commissionato un restauro effettuato dal professor Tiozzo e dal suo team, insieme a Marcello D’Este.

Pubblicato da Lars – Müller, “Frescos” è il terzo libro di Antonio Foscari su Palladio e la Villa Malcontenta ed esplora il ciclo di affreschi nel contesto di eventi politici e culturali fondamentali a Venezia e di impegni familiari dei patroni tra gli anni 1550 e 1570. Oltre agli interessanti documenti storici, la pubblicazione contiene le bellissime fotografie degli affreschi di Matthias Schaller.

Grazie Tonci per questo meraviglioso regalo di Natale!