Un gioiello del Mediterraneo mandato in malora

Pubblicato: gennaio 29, 2014 in Uncategorized

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Nel Sole 24 Ore di domenica 26 Gennaio 2014, Pietrangelo Buttafuoco a p. 47 ci fa toccare con mano la desolazione di cosa è  diventata oggi l’isola di Motia, uno dei giardini più affascinanti  del Mediterraneo, che con la sua lussureggiante vegetazione  ha protetto tesori fenici e greci  per fortuna rifugiatisi nel sottosuolo.  L’autore inizia informandoci di aver visto l’Auriga, uno degli oggetti più magici restituitici dal mare che probabilmente conserva ancora nelle sue sabbie oggetti che sono la nostra storia.

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Dopo una lunga assenza, con una sosta al Getty Villa di Malibù e al Cleveland Museum of Art, l’Auriga di Mozia è tornato a casa nel museo Whitaker, fondato da Joseph Whitaker nella sua residenza di campagna, trasformata dallo stesso archeologo in piccolo antiquarium per ospitare i reperti che venivano ritrovati sempre più numerosi con il procedere degli scavi, tra il 1906 e il 1927. Joseph, erede di un’importante famiglia inglese, compra l’isola alla fine dell’Ottocento, dopo una permanenza a Marsala dove era stato chiamato a lavorare presso gli stabilimenti vinicoli di suo zio Benjamin.

Scrive Pietrangelo Buttafuoco, disgustato:

E se ai tempi di Leonardo Sciascia la Sicilia era una metafora, oggi, l’isola è proprio l’allegoria del disastro italiano. Sono 247 i dirigenti del Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, con uno stipendio lordo di 60mila euro a testa. Che fanno 15 milioni di euro l’anno. Mentre nel 2012 lo sbigliettamento nei tanti luoghi d’arte isolani ha portato a casa 13 milioni e mezzo di euro. Ci sono poi le soprintendenze che contano oltre ai dirigenti anche i dipendenti. Quella di Enna ne ha 80. Catania 241. Palermo 340. Ed essendo un isola, non poteva mancare la soprintendenza del mare, 60 dipendenti. E giù musei, gallerie, parchi. Come quello archeologico di Himera, 37 dipendenti, che incassa 1969 euro all’anno”.

isola di Mozia

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commenti
  1. Michele Rossi ha detto:

    Ho visitato il Museo di Mozia in un isola incantevole e mi ricordo la bella strada che, pur essendo ormai sotto il livello delle acque, è ancora accessibile e visibile nelle basse maree.
    Mi dispiace che la situazione archeologica della Sicilia vada in malora, tutti i siti e i reperti che custodisce non lo meritano

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