Le Gallerie dell’Accademia a nuova vita… in attesa spasmodica di essere rimpannucciate!

Pubblicato: gennaio 31, 2014 in Uncategorized

Ringrazio l’architetto Tobia Scarpa e la soprintendente Renata Codello per aver risuscitato con tanta perizia e spirito moderno la Casa degli Antichi ridando vita al magico chiostro. I mattoni a vista della struttura tirati a calce hanno finalmente reso giustizia alla bellezza del tablino anch’esso ripulito.

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Inaugurerei il restauro con i quadri delle chiese distrutte finiti in minuscole cappelle di sassi arrampicate sui ripidi pendii friulani… non ho mai capito come quadri così grandi potessero esservi inseriti. Probabilmente facendo un buco nel tetto: a suo tempo con Gilberto Ganzer abbiamo fatto una mostra identificandone alcuni che avevano cambiato nome e ripulendo altri ridipinti in maniera oscena. Abbiamo ricuperato il tutto grazie alle mie ricerche per il libro che ho scritto con John Mc Andrew sugli Atti del Regio Governo.

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Sono passati otto anni dall’inizio dei lavori costati 26 milioni di euro, e venti dall’idea: spostate le aule dell’Accademia grazie al restauro degli Incurabili, il grande complesso di Santa Maria della Carità è stato messo a soqquadro, recuperando gli spazi quattrocenteschi, il cortile palladiano che sintetizza i tre ordini architettonici, la parte del Selva e la sistemazione di Carlo Scarpa, tutte meraviglie nascoste e in parte danneggiate da interventi degli anni Settanta; aperta al pubblico e ora ben visibile dal nuovo ingresso anche la Scala Ovata del Palladio, fino a ieri usata come ingresso di servizio.

La-famosa-scala-ovata-di-PalladioPer ora ci sono gli spazi ma mancano ancora il personale per tenerli aperti e le risorse per trasferire qui le opere della pinacoteca, pronte da tempo e già restaurate, come i due Angeli del trittico di Carlo Crivelli con al centro La Madonna del Bambino, proprietà delle Gallerie che l’Accademia di Brera dovrà restituire a Venezia.

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Giovedì 19 dicembre 2013, La Nuova riporta un’intervista alla Dottoressa Giovanna Damiani, “padrona di casa” in quanto soprintendente del Polo museale veneziano:

Lei si rende conto che non abbiamo le risorse né il personale per aprire questo museo? Ho scritto al ministro (Bray, ndr) moltissime lettere su questa questione senza mai ricevere risposta. Nelle condizioni attuali non sappiamo cosa fare. Le opere da collocare sono già state scelte da tempo, ma ci servono appunto i finanziamenti per l’allestimento del museo e la possibilità di bandire delle gare per il personale a cui affidare la guardianìa delle nuove sale. Con quello attuale, che non viene sostituito quando va in pensione, riusciamo a fatica a garantire solo l’apertura dei nostri musei in funzione”.

Carità, Venezia, sezione, Bertotti_Scamozzi, 1783.

Carità, Venezia, sezione, Bertotti_Scamozzi, 1783.

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