Ville Venete, un nuovo sguardo

Pubblicato: febbraio 4, 2014 in Uncategorized

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Ville Venete. Un nuovo sguardo di Giuseppe Barbieri non è il solito libro sulle ville del Veneto, punta a favorire lo sviluppo economico della regione potenziando il settore del turismo culturale ed enogastronomico, suggerendo idee concrete per il futuro.

Giuseppe Barbieri è professore ordinario di Storia dell’arte moderna all’Università Ca’ Foscari di Venezia e della scuola dottorale inter-ateneo di Storia delle Arti. È stato anche direttore del Dipartimento di Storia delle Arti e Conservazione dei Beni Artistici. Il Professore vanta una solida preparazione in campo storico artistico testimoniata da monografie, oltre cento saggi e da centinaia di articoli che riguardano soprattutto la trattatistica d’arte rinascimentale, la storia dell’architettura e dell’urbanistica in età moderna.

Leggendo il capitolo Giuseppe Mazzotti e la mostra fotografica delle ville venete a pagina 81, mi si apre un flash: subito dopo la Guerra, Mazzotti mi aveva incaricato di fare l’elenco e documentare lo stato di conservazione delle ville lungo la Pedemontana, da Vidor a Bassano. Per farlo ho scammellato per tutta un’estate in bicicletta: un disastro che mi ha riempito di tristezza.

Villa Minelli a Ponzano Veneto, la sala affrescata trasformata in deposito di attrezzi

Villa Minelli a Ponzano Veneto, la sala affrescata trasformata in deposito di attrezzi

Quando le cose andavano bene e i tetti non erano sfondati, trovavo: stalle, stanze piene di salami penzolanti dai soffitti, depositi di attrezzi e residuati di tutte le razze. Tante altre erano crollate e per raggiungerle dovevo attraversare foreste di spini e di acacie al posto dei giardini.

Villa Soderini, Nervesa della Battaglia, distrutta da una granata il 26 novembre 1917

Villa Soderini, Nervesa della Battaglia, distrutta da una granata il 26 novembre 1917

In mezzo a questo sfacelo, la famiglia Volpi aveva salvato la villa di Maser: inserita come un gioiello nel paesaggio, Villa Barbaro si apre sulla pianura con un giardino in pendenza e un lungo viale che si perde nell’infinito della campagna. La villa è costruita da Palladio tra 1554 e 1560 per l’umanista Daniele Barbaro e per suo fratello Marcantonio, ambasciatore della Repubblica di Venezia, responsabile dei bassorilievi del ninfeo dietro il corpo principale. Il vecchio palazzo medievale della famiglia si trasforma in una splendida abitazione di campagna consona allo studio delle arti e alla contemplazione intellettuale, decorata da un ciclo di affreschi, uno dei massimi capolavori di Paolo Veronese.

Villa Maser

Durante le mie passeggiate, mi fermavo a colazione e poi giocavo a pallone nella sala centrale con Esmeralda Ruspoli che aveva la mia età, prendendo una delle più violente strinate della mia giovinezza; ribellandomi alla sfuriata di Marina Volpi, mi sono sentita dire che avrei potuto essere sua figlia se mio padre in quel tempo fidanzato con lei non l’avesse piantata dopo aver conosciuto mia madre a Villa Machiavelli a Firenze. Per salvare capra e cavoli, Giuseppe Volpi, padre di Marina, è stato testimone di nozze di mio padre; come regalo vi sono tre pesantissime guantiere che uso ancora oggi quando servo il tè.

Per quanto ricordi, Villa Barbaro era l’unico splendore in mezzo a tanto sfascio; dobbiamo eterna riconoscenza a Mazzotti perché grazie a lui questo incredibile patrimonio che è la villa veneta è stato restaurato ed è entrato a far parte dal 1996 nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

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La villa veneta non era solo luogo di delizia ma anche il centro del lavoro agricolo del territorio: le barchesse, edifici rurali di servizio caratterizzate da una struttura porticata a tutto sesto, erano destinate a contenere gli ambienti di lavoro, dalle cucine, alle abitazioni dei contadini, alle stalle e agli annessi rustici. Come si legge nei Quattro libri dell’architettura (Venezia, 1570) Palladio darà loro dignità architettonica, affiancandole, allineandole, collegandole alla casa padronale e orientandole a Sud in modo da tenere asciutta la paglia.

Per valorizzare i prodotti della terra, il libro di Barbieri dedica le ultime quarantotto pagine ai progetti gastronomici, facendo ingolosire i lettori con ricette locali come il delizioso saor di verdure.

 saor di verdure

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Ville Venete. Un nuovo sguardo

di Giuseppe Barbieri con i contributi di Ivano Gatto, Margherita Naim, Fabio Pittarello e un’introduzione di Antonio Scardaccio

In collaborazione con FriulAdria Crédit Agricole

Terra Ferma Editore, 2013

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