Venezia in gramaglie di Piero Pasini

Pubblicato: febbraio 5, 2014 in Uncategorized

copertina

La mia infanzia è stata riempita dalle storie sui martiri di Belfiore: il bisnonno Giuseppe era stato un patriota chiamato Lisetta negli archivi di Vienna.

Pier Fortunato Calvi era di casa, mi ricordo lettere, mappe, disegni, fotografie, la sua velada nera, gli occhiali… tutte cose conservate in una vetrina di Pieve, tabù per noi ma che proprio perché proibite da bambina mi divertivo a leggere e indossare.

Venezia in Gramaglie di Piero Pasini, edito da Il Poligrafo, mi ha fatto ricordare quei tempi e rendermi conto che per quanto i rivoluzionari volessero testimoniare il loro laicismo, lo spirito cattolico era sempre profondamente radicato nelle coscienze dei veneti:

“Nel 1872 la morte di Mazzini e nel 1882 quella di Garibaldi daranno vita a una ricorrenza il 19 marzo, quella di San Giuseppe (dal nome dei due). La ricorrenza è laica, ma la scelta del giorno rimanda a una sacralizzazione che non è solo politica. I due Giuseppe sono “santi laici” ed è ipotizzabile che nell’intento dei celebranti vi sia anche l’occupazione di una data del calendario religioso in cui si celebra uno dei santi più importanti della religione”.

220px-Lama,_Domenico_(1823-1890)_-_Giuseppe_Mazzini

A testimonianza di ciò i funerali dei principali personaggi di quel secolo, i Fratelli Bandiera e Domenico Moro, le cui esequie sono quasi contemporanee a quelle dei martiri di Belfiore di cui se ne descrive nel libro, a pagina 85, la scoperta delle spoglie nel luglio del 1866:

“La “scoperta” dei propri martiri risorgimentali da parte di Venezia avviene in clandestinità. Avviene a Mantova, mentre gli austriaci si apprestano a rinforzare le fortificazioni a causa dell’imperversante guerra che sarebbe stata ricordata come Terza d’Indipendenza”.

martiri di belfiore

E poi l’ultimo, il più importante, Daniele Manin diventato il mito più celebre…

“La vicenda relativa al funerale di Daniele Manin appare interessante non solo per il rito con il quale è stato celebrato, ma soprattutto per i sei lunghi anni che intercorsero tra l’arrivo in città della salma e la sua definitiva collocazione nel sepolcro a lato della basilica di San Marco”.

Daniele_Manin

Venezia in gramaglie, funerali pubblici nel lungo Ottocento descrive la progressiva trasformazione delle cerimonie funebri e pubbliche, testimoniando il sorgere di religioni civili con cui la politica dei nazionalismi reinterpreta la dimensione del sacro. Il libro è frutto della tesi di Dottorato di ricerca in Storia sociale europea dal Medioevo all’Età contemporanea dell’autore, Pietro Pasini, ricercatore presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Mi ha fatto effetto la descrizione di come avrebbe dovuto essere il funerale di Manin:

“il corteo inizialmente doveva partire dall’Isola di San Giorgio nella cui chiesa la salma di Manin avrebbe riposato una volta giunta in città per essere portata il giorno dopo nella piazza di San Marco per mezzo di un ponte di barche”…

Daniele Manin e la questione italiana

Daniele Manin e la questione italiana

* * *

Venezia in gramaglie, funerali pubblici nel lungo Ottocento

di Piero Pasini

Edizioni Il Poligrafo, 2013

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