Archivio per aprile, 2014

Il business della santa reliquia

Pubblicato: aprile 16, 2014 in Uncategorized

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Ho letto con curiosità e divertimento l’articolo “Il business della santa reliquia” di Guido Barbujani (Sole24ore, 23 febbraio 2014) ma nello stesso tempo mi sono scandalizzata che una simile porcheria sia considerata una reliquia: nel Medioevo si contavano più di diciotto reliquie del prepuzio di Gesù derivante dalla sua circoncisione e “di uno era entrata in possesso santa Caterina da Siena che lo portava all’anulare come segno di fidanzamento mistico col Cristo”.

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Paul Koudounaris ha fotografato le reliquie dei santi provenienti da catacombe, soprattutto in ambito tedesco, stracolme di gioielli e spesso messe in pose alquanto bizzarre. Il risultato di questa ricerca è il suo ultimo libro fotografico “Heavenly Bodies, Cult Treasure&Spectacular Saints from the Catacombs” edito da Thames&Hudson.

Si legge nell’introduzione, a pagina 14:

Gli scheletri decorati arrivano dall’Italia in Germania, Svizzera e Austria durante il XVII e XVIII secolo come balsamo per la fede che era stata ferita dalla Riforma Protestante. Nessuno di essi apparteneva a santi famosi o a personalità canonizzate attraverso processi ufficiali. Provenivano dalle catacombe romane, erano stati martiri e per questo considerati santi”.

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Paul Koudounaris è un fotografo di Los Angeles esperto di scheletri decorati; ha realizzato numerosi lavori dedicati agli ossari, come la cripta di Santa Maria della Concezione dei Cappuccini, e le Catacombe di Parigi.

Con l’Ottocento si perde il gusto del macabro delle reliquie ricoperte di gioielli, tipico dei paesi di lingua germanica:

Nel 1860, un visitatore all’abbazia Benedettina di St. Emmeran a Regensburg, in Germania, scrisse di aver visto immagini orribili con gioielli di grande splendore nelle orbite, al posto degli occhi, e nelle narici, nella bocca… diamanti luccicanti, rubini, smeraldi. Gli sembrava una cosa di pessimo gusto”.

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L’abitudine di decorare e arricchire le tombe dei morti è consona allo spirito umano: mi ricordo che nella Valle dei re in Egitto, i tombaroli vivevano in grotte vicino alle tombe in modo da poter continuamente saccheggiarle, vendendo i reperti che oggi sono ricoverati in tutti i musei del mondo. Recentemente è stata trovata una tomba non saccheggiata, quella del faraone Sobekhotep della tredicesima dinastia in cui ci si rende conto della ricchezza inaudita.

Da bambina avevo sopra il letto una cornice piena di ossetti, decorati a motivi floreali con pietre semipreziose e perline: la cappella di Pieve ne rigurgitava, in quanto due zitelle di casa Balbi, forse per la loro non avvenenza, erano diventate suore nel convento di San Zaccaria. Quando Napoleone ha chiuso i conventi sono tornate a casa, riuscendo miracolosamente a recuperare le loro doti. Io sono cresciuta in mezzo a questa bellezza. Avevo perfino sul mio letto una teca piena di “ossetti decorati”. Mi sono sempre chiesta perché, invece di sprecare tanta ricchezza, non dessero mangiare ai poveri. Mia madre era americana e i suoi antenati erano Ugonotti: evidentemente questo mio sangue protestava vivamente!

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Paul Koudounaris

“Heavenly Bodies, Cult Treasure&Spectacular Saints from the Catacombs”

Thames&Hudson, 2013

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I read with curiosity and amusement the article “The business of the holy relic” by Guido Barbujani ( Sole24ore, February 23, 2014 ), but at the same time I was shocked that such a piece of crap is regarded as a relic; in the Middle Ages there were more than eighteen relics the foreskin of Jesus resulting from his circumcision and “one was in possession of a St. Catherine of Siena, which took it as a sign of engagement with the mystical Christ”. Paul Koudounaris photographed the relics of the saints from the catacombs, especially in Germany, decorated with jewelry and often in poses somewhat bizarre. The result of this research is his latest book ” Heavenly Bodies, Cult & Treasure Spectacular Saints from the Catacombs ” published by Thames & Hudson.

We read in the introduction, on page 14:

” All were taken over the Alps from Italy into German-speaking religions during the seventeenth and eighteenth centuries as a balm for faith that had been wounded by the Protestant Reformation. None were the skeletons of wellknown holy people who had gained sainthood through the official process of canonization; rather, they were validated by another means. As a group, their bones had been founded in the Roman Catacombs”.

Paul Koudounaris, a photographer particularly expert on decorated skeletons dedicated numerous works to ossuary as the crypt of St Mary of the Immaculate Conception of the Capuchins, and the Catacombs of Paris.

Thank god, in nineteenth century this funny trend vanished:

“In the 1860s, a visitor to the Benedictine abbey of St. Emmeran in Regensburg, Germany, saw horrible, ghastly images, with jewels of great splendour in their sockets where the eyes should be, and in the nostrils, on the mouth … blinding diamonds, rubies, emeralds. It seamed to me the worst possible taste”.

Decorating graves typically human: I remember that in Valley of Kings in Egypt, the tombs robbers lived in caves near the graves so to be able to sack treasures and sell them. These jewels fortunately ended in museums all over of the world.

As a child I had a frame over my bed full of “tiny bones” decorated with floral motifs with semi-precious stones and beads: the chapel of Pieve, my old house, was filled with them, since two nuns of the family were living in the convent of San Zaccaria. When Napoleon closed the convents they came back home, recovering their dowries. I grew up with all this beauty. I wonder why, instead of wasting so much wealth, they did not give food to the poor.

Marcianum Press pubblica un libro che ci fa comprendere il significato e l’importanza di questa chiesa che può essere considerata quale paradigma di una storia, quella di Venezia tra la fine del ‘600 e gli inizi del ‘700:

Il primo aspetto importante per comprendere questo periodo è l’azione di riforma all’interno del mondo cattolico intesa come risposta, articolata nel periodo della chiesa post tridentina, alle provocazioni del mondo riformato”.

Il testo, dedicato all’amico Ennio Concina, ha radici nel convegno del 30 Novembre 2012; gli autori, Giacomo Bettini e Martina Frank, ci rivelano lo sforzo di Venezia per conservare i sui privilegi nell’area mediterranea dopo lo sconquasso politico religioso provocato dal Concilio di Trento.

I Carmelitani giungono in città nel 1593 quarant’anni dopo l’approvazione dell’ordine, una realtà religiosa di tipo mendicante, inserita nella tradizione veneziana sempre in contrasto con le interferenze politiche della curia Romana.

Il loro arrivo a Venezia, che corrisponde all’aspetto paradigmatico dell’identità veneziana, favorisce la loro penetrazione in Terraferma.

Chiesa degli Scalzi, Venezia, Altare Maggiore

Chiesa degli Scalzi, Venezia, Altare Maggiore

La Serenissima si serve con illuminata previdenza dell’arrivo dei Carmelitani Scalzi, la loro particolare spiritualità permette di inserire nel patriziato nuove famiglie di alto censo, incamerando così, ingenti risorse per continuare la guerra di Candia contro l’impero Ottomano, le stesse che sponsorizzano la realizzazione della chiesa e del convento. Tra queste:

Federico Badoer, ambasciatore a Carlo V e Filippo II, Giacomo Soranzo rio Marin, ambasciatore a Roma, Giovanni Soranzo rio Marin, ambasciatore in Spagna, Alberto Badoer, ambasciatore in Spagna (…) Tutti non a caso ambasciatori in Spagna e a Roma negli anni cruciali della formazione dei Carmelitani Scalzi”.

Facciata della chiesa, prima del 1920

Facciata della chiesa, prima del 1920

Abitano alla Giudecca a San Geremia e San Marcuola aggregatesi durante la suddetta guerra per tutelare i propri interessi in Oriente.

La chiesa degli Scalzi è l’unico edificio sacro veneziano in cui la scultura è protagonista assoluta. Sulla facciata, sugli altari delle sei cappelle laterali come pure sull’altare maggiore, sulle pareti della navata univa e del presbiterio si osservano opere marmoree che, per numero e qualità, trasformano di fatto la chiesa in una “galleria” ideale, un viatico per comprendere gli sviluppi della scultura veneziana della metà del Seicento”.

Opere di: Giuseppe Torretti, Giuseppe e Paolo Groppelli, Pietro Baratta, Orazio Marinali e, in particolare, Giusto Le Court.

mariano-fortuny-copia-ad-olio-del-trasporto-della-santa-casa-ante-1915-venezia-museo-correr

mariano-fortuny-copia-ad-olio-del-trasporto-della-santa-casa-ante-1915-venezia-museo-correr

Durante la prima guerra mondiale una bomba colpisce la chiesa distruggendo il Trasporto della casa di Loreto, affresco del Tiepolo del 1743 i cui resti sono conservati oggi alle Gallerie dell’Accademia. Possiamo vedere come doveva essere grazie alla copia a olio di Mariano Fortuny al Museo Correr. L’11 settembre 1932 si inaugura l’affresco di Ettore Tito che sostituisce il Tiepolo distrutto.

 Ettore Tito, bozzetto per il soffitto della chiesa degli Scalzi, 1929, Venezia, Collezione Privata


Ettore Tito, bozzetto per il soffitto della chiesa degli Scalzi, 1929, Venezia, Collezione Privata

La collana Chiese di Venezia. Nuove prospettive di ricerca, raccoglie gli atti di convegni promossi ogni anno dallo Studium Generale Marcianum di Venezia, condotti secondo un metodo di confronto e scambio multidisciplinare.

 copertina

La chiesa di Santa Maria di Nazareth e la spiritualità dei Carmelitani Scalzi a Venezia a cura di Giacomo Bettin e Martina Frank.

Fotografie di Francesco Turio Böhm

Marcianum Press, 2014

Grandi navi: sempre peggio

Pubblicato: aprile 10, 2014 in Uncategorized

Venezia, 28/02/2011. Il passaggio in bacino della nave Msc Magnifica.

Sabato 5 aprile la Preziosa, ammiraglia della MSC da 139.000 tonnellate lunga più di 300 metri, ha aperto la stagione crocieristica veneziana dopo lo stop imposto dai lavori al Mose. Scrive Alberto Zorzi nel Corriere del Veneto del 6 aprile:

Per cause ancora in corso di accertamento da parte della Capitaneria di Porto – anche se prende sempre più corpo l’ipotesi di un errore del comandante, per altro uno dei più esperti della Msc – mentre la nave si avvicinava alla banchina uno dei motori che dovrebbe frenarla sarebbe stato azionato in ritardo, causando un impatto tra nave e “finger”: quest’ultimo è stato danneggiato, mentre la nave ha riportato una piccola strisciata sulla fiancata destra”.

Lo stesso giorno, nella Nuova Venezia, si leggono le parole del Ministro alle Infrastrutture Lupi:

Stop alle grandi navi davanti a San Marco, tempi rapidi per decidere alternative” ma delle alternative se ne è già discusso e il Tar veneto ha accolto il ricorso presentato da Vtp, bocciando l’ordinanza della Capitaneria di porto che poneva i limiti ai passaggi delle grandi navi superiori alle 40.000 tonnellate nel 2014 e alle 96.000 nel 2015.

Lupi aveva anche rassicurato il Sindaco Orsoni:

Tar o non tar dal 2015 le grandi navi non passeranno più davanti a San Marco”.

Ieri, il Sindaco ha affermato che l’incidente è stato “la dimostrazione che l’errore umano c’è e ci può essere, in qualsiasi momento. Se entro venerdì non arriverà qualche segnale da Roma sono pronto a fare da solo” (La Nuova, 9 aprile).

Martedì prossimo, assieme al presidente della Regione Zaia e a quello della Provincia Zaccariotto, Orsoni e Costa inaugureranno una nuova stazione passeggeri per le crociere al magazzino 109-110. Come riporta Alberto Vitucci:

mentre si discute di alternative, la marittima si allarga”.