La Chiesa di Santa Maria di Nazareth e la spiritualità dei Carmelitani Scalzi a Venezia

Pubblicato: aprile 14, 2014 in Uncategorized

Marcianum Press pubblica un libro che ci fa comprendere il significato e l’importanza di questa chiesa che può essere considerata quale paradigma di una storia, quella di Venezia tra la fine del ‘600 e gli inizi del ‘700:

Il primo aspetto importante per comprendere questo periodo è l’azione di riforma all’interno del mondo cattolico intesa come risposta, articolata nel periodo della chiesa post tridentina, alle provocazioni del mondo riformato”.

Il testo, dedicato all’amico Ennio Concina, ha radici nel convegno del 30 Novembre 2012; gli autori, Giacomo Bettini e Martina Frank, ci rivelano lo sforzo di Venezia per conservare i sui privilegi nell’area mediterranea dopo lo sconquasso politico religioso provocato dal Concilio di Trento.

I Carmelitani giungono in città nel 1593 quarant’anni dopo l’approvazione dell’ordine, una realtà religiosa di tipo mendicante, inserita nella tradizione veneziana sempre in contrasto con le interferenze politiche della curia Romana.

Il loro arrivo a Venezia, che corrisponde all’aspetto paradigmatico dell’identità veneziana, favorisce la loro penetrazione in Terraferma.

Chiesa degli Scalzi, Venezia, Altare Maggiore

Chiesa degli Scalzi, Venezia, Altare Maggiore

La Serenissima si serve con illuminata previdenza dell’arrivo dei Carmelitani Scalzi, la loro particolare spiritualità permette di inserire nel patriziato nuove famiglie di alto censo, incamerando così, ingenti risorse per continuare la guerra di Candia contro l’impero Ottomano, le stesse che sponsorizzano la realizzazione della chiesa e del convento. Tra queste:

Federico Badoer, ambasciatore a Carlo V e Filippo II, Giacomo Soranzo rio Marin, ambasciatore a Roma, Giovanni Soranzo rio Marin, ambasciatore in Spagna, Alberto Badoer, ambasciatore in Spagna (…) Tutti non a caso ambasciatori in Spagna e a Roma negli anni cruciali della formazione dei Carmelitani Scalzi”.

Facciata della chiesa, prima del 1920

Facciata della chiesa, prima del 1920

Abitano alla Giudecca a San Geremia e San Marcuola aggregatesi durante la suddetta guerra per tutelare i propri interessi in Oriente.

La chiesa degli Scalzi è l’unico edificio sacro veneziano in cui la scultura è protagonista assoluta. Sulla facciata, sugli altari delle sei cappelle laterali come pure sull’altare maggiore, sulle pareti della navata univa e del presbiterio si osservano opere marmoree che, per numero e qualità, trasformano di fatto la chiesa in una “galleria” ideale, un viatico per comprendere gli sviluppi della scultura veneziana della metà del Seicento”.

Opere di: Giuseppe Torretti, Giuseppe e Paolo Groppelli, Pietro Baratta, Orazio Marinali e, in particolare, Giusto Le Court.

mariano-fortuny-copia-ad-olio-del-trasporto-della-santa-casa-ante-1915-venezia-museo-correr

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Durante la prima guerra mondiale una bomba colpisce la chiesa distruggendo il Trasporto della casa di Loreto, affresco del Tiepolo del 1743 i cui resti sono conservati oggi alle Gallerie dell’Accademia. Possiamo vedere come doveva essere grazie alla copia a olio di Mariano Fortuny al Museo Correr. L’11 settembre 1932 si inaugura l’affresco di Ettore Tito che sostituisce il Tiepolo distrutto.

 Ettore Tito, bozzetto per il soffitto della chiesa degli Scalzi, 1929, Venezia, Collezione Privata


Ettore Tito, bozzetto per il soffitto della chiesa degli Scalzi, 1929, Venezia, Collezione Privata

La collana Chiese di Venezia. Nuove prospettive di ricerca, raccoglie gli atti di convegni promossi ogni anno dallo Studium Generale Marcianum di Venezia, condotti secondo un metodo di confronto e scambio multidisciplinare.

 copertina

La chiesa di Santa Maria di Nazareth e la spiritualità dei Carmelitani Scalzi a Venezia a cura di Giacomo Bettin e Martina Frank.

Fotografie di Francesco Turio Böhm

Marcianum Press, 2014

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