Thomas Ball

Pubblicato: luglio 4, 2014 in Uncategorized

Schermata 2014-07-04 a 13.06.32Il primo film di Tom è del 1973 come ricerca dell’università, riceve una borsa di studio e il progetto arriva al film festival di NewYork dove viene presentato fra i finalisti e diventa il lancio della sua carriera.

Nel 1984 Tom fonda la Produzione Thelos e lavora come indipendente anche per altri studi.

Thelos fino ad oggi ha realizzato più di un migliaio di programmi per università, musei, agenzie ecc., in particolare dedicati all’arte in tutte le sue sfaccettature.

Fra le prime opere, esegue Il Teatro della Moda per lanciare una mostra sul museo della Moda al Louvre e al Metropolitan che vince un premio all’associazione Americana dei Musei e all’Accademia Nazionale della Televisione Arti e Scienze.

Questi sono gli antefatti di A CONSTRUCTIVE MADNESS, realizzato in collaborazione con la Knowlton School of Architecture e Jeffry Kipnis, che ha fatto il giro del mondo fino a vincere il premio per il più importante film d’arte al Festival di Montreal, massimo riconoscimento al mondo.

Tom ha in preparazione un documentario che contrappone la libreria di Frank Gehry per l’università di Princeton al dormitorio di Demetri Porphyrios come esempio di architettura gotica di oggi, dal titolo “Extreme Vision” contrapposizione estremamente interessante.

Vi domanderete perché una vecchia pantegana come me, che vive rintanata nella sua tana, adottata da un gatto randagio, che si occupa di piante e giardini, si sogna di presentare questo documentario.

Ci sono due ragioni una perché la cosa mi piace da morire e secondo perchè ho una antica consuetudine con Gehry che mi è molto simpatico e non sembra proprio un architetto.

Il film comincia col volo degli uccelli, il movimento dell’acqua e della massa dei pesci, che sono il suo simbolo e anche il suo portafortuna

L’opera di Gehry nasce da un progetto mai realizzato per ragioni finanziarie ma questa ricerca durata anni, ha come risultato il museo di Bilbao. Il museo, realizzato nel 1997 prelude a un nuovo modo di concepire la vita. Il gesto di Gehry di piegare l’indice e indicare la curva è un gesto chiave che ci riporta alla natura.

La storia è lunga ma coerente si parte dai Fratelli Green and Green ancora alla fine dell’800, si passa per Frank Loyd Wright, l’Opera House di Sidney di Utzon (1957-63) ed ecco Gehry. Il processo creativo è spiegato in modo magistrale nelle discussioni con Philips Johnson, non mi dimenticherò mai la sua casa rotonda con la maledetta tenda nera, che per quanto tirata faceva trapelare sempre la luce per farti sentire parte del paesaggio, ma non mi lasciava dormire.

Quello che mi ha colpito nel film è come Gehry riesce a dare volume ai cappucci dei frati del chiostro di Sluter, alle leggerezza delle pieghe della seta nei quadri del rinascimento, alle bottiglie di Morandi, che quando, ragazzina, gli portavo il burro durante la guerra in via Fondazza mi mandava nello sgabuzzino lungo e stretto a prendere sugli scaffali le bottiglie dove una lampadina di 5 candele dava agli oggetti la magia della sua pittura, a combinare la musica di Hendrix, con la scultura di Richard Serra, e far diventare il tutto architettura. E quale!

QUI IL LINK AL SITO DI TELOS PRODUCTION

 

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