Come possiamo salvarci dalle invasioni barbariche

Pubblicato: agosto 14, 2014 in Uncategorized

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Il presidente della Regione Luca Zaia ha definito “vergognosa e vomitevole” la proposta del sottosegretario al Ministero dei Beni Culturali Ilaria Borletti Buitoni di introdurre un ticket d’ingresso per chi soggiorna a Venezia e ha meno di 25 anni per difendere la città dall’assalto turistico.

Tre quarti dei Barbarbari arrivano con le grandi navi e paradossalmente anche Paolo Costa, presidente dell’Autorità Portuale “rilancia l’urgenza di una soluzione al controllo del flusso turistico in città” (La Nuova, giovedì 14 agosto).

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Afferma Borletti Buitoni: “In questi anni ho visto la gente buttare di tutto nei canali. In altre città, come Zurigo, se uno mangia un panino nella piazza e butta la carta per terra viene multato. Perché a Venezia non deve essere possibile e i vigili urbani non possono intervenire in casi come questi?”.

Per il presidente della provincia Francesca Zaccariotto, si dovrebbe pensare a “un turismo che va distribuito nella città, e nel territorio in modo razionale, valorizzando tutti i siti di interesse, senza portare al collasso alcune zone del centro storico a discapito di altre, trascurando luoghi che restano fuori dagli itinerari tradizionalmente proposti”.

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I Comitati privati internazionali per la salvaguardia di Venezia esprimono la loro preoccupazione tramite il loro presidente, Umberto Marcello del Majno: “Siamo tutti preoccupati a livello internazionale per le condizioni in cui versa ormai Venezia sotto la spinta di un turismo giornaliero in costante crescita che la sta letteralmente consumando ed è evidente a tutti che non si può continuare così e che vanno adottate misure urgenti e concrete per controllare i flussi turistici in entrata (…) perché non siano tutti concentrati sulle “porte” di Piazzale Roma-Ferrovia e di Riva degli Schiavoni”.

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Marco Michielli, vice presidente di Confturismo, riporta dei dati agghiaccianti: “Venezia è una città con solo 50.000 abitanti che tutti i giorni sopporta una media di 60.000 turisti, il che vuol dire anche picchi di 100.000 in alcuni periodi dell’anno”.

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Sono una guida turistica che evita con cura di mettere il naso in Piazza San Marco tranne che di notte, quando piccioni e visitatori spariscono. Le mie visite riguardano giardini e palazzi privati che visito con poche persone le quali si prenotano via mail, in modo da distribuire con criterio il flusso. Perché i gruppi non possono prenotarsi con un limite controllato di presenze al giorno in città? Perché l’ufficio al turismo non controlla la situazione? Sarebbe il loro compito…

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