Storie di viole di Chiara Saccavini

Pubblicato: settembre 23, 2014 in Uncategorized

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La regina Hatshepsut 14731-1458 B.C., è il quinto faraone della 18th. dinastia e una delle più valide regine d’Egitto: si fa chiamare Hatshepsu, si veste da uomo e manifesta il suo potere adornando il mento con una lunga barba. Si circonda di abili consiglieri e sotto il suo regno l’Egitto risplende, gode del suo massimo splendore.

La voglio ricordare per il suo fantastico giardino botanico, le cui sostanze aromatiche provenienti dai quattro angoli del mondo enfatizzavano la bellezza muliebre, con collane e profumi, decoravano le tavole dei banchetti e regalavano più di 700 farmaci.

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Da qui la cultura dei fiori si espanse prima in Grecia e poi attraverso Roma nel mondo conosciuto di allora – ma l’Egitto rimase sempre il giardino dei fiori, grazie al clima e all’esperienza dei giardinieri.

I fiori crescevano tutto l’anno, così belli e profumati da essere esportati ovunque, cosa che poi avvenne con le violette.

“Catone nel De agri cultura e poi Varrone affermavano, pragmaticamente, che è opportuno possedere vicino alla città giardini su larga scala; per esempio di violette e rose e di molti prodotti di cui sia richiesta nei mercati urbani”.

Con i Barbari i fiori ebbero un periodo di abbandono ma tornarono in auge col cristianesimo: Sant’Agostino nella Civitate Dei sostiene che “il tempio sia eterna primavera” grazie agli addobbi floreali.

Il verbo latino “vieo”, intrecciare, fare ghirlande, è legato al sostantivo viola.

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Nel mondo islamico il giardino (al-janna) era l’oasi, “il microcosmo diviso in quattro parti e con la vasca d’acqua centrale; era il paradiso. Tanto era ritenuto importante che chi non poteva possederne uno vero si accontentava della sua rappresentazione, del suo simulacro, ovvero il tappeto”.

L’autrice riporta anche una piacevole curiosità: con le viole si fanno profumi, liquori e canditi, regalatemi da Maria Grazia Cavara che mi hanno riportato alla memoria le magiche torte della mia infanzia.

viole candite pasticceria Torino, Parma

viole candite pasticceria Torino, Parma

Questo delizioso libretto è un regalo dell’amica Giovanna Stringher Robilant, scritto da una sua amica furlana.

copertine

Chiara Saccavini è una ricercatrice e poetessa friulana, laureata in lettere e filosofia, dedita con passone e competenza, assieme ai genitori Alida e Paolo, all’Orto Fiorito, un Vivaio-Tutto-da-Scoprire, ai bordi della strada statale che porta da Spilimbergo a Udine, all’altezza di Martignacco. Collabora con Gardenia, Giardinaggio, Vita di Campagna. Tiene conferenze sulle simbologie delle piante nell’arte e sulle loro proprietà benefiche. Ha pubblicato una monografia sui Garofani per Calderini-Sole24Ore e uno studio sugli alberi per Casamassima Libri proponendo il legame tra la vitalità dei boschi e la società tecnologica attuale.

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