Due interessanti libri di Marcianum Press

Pubblicato: marzo 23, 2015 in Uncategorized

Ricevo da Marcianum press due libri che mi hanno insegnato molte cose!

Inizio con La chiesa e l’ospedale di San Lazzaro dei Mendicanti che è così ben descritta dall’incisione del Carlevaris.

Carlevarjs

Il libro, compilato da 11 autori esperti, indaga l’intreccio tra aspetti socio-economici, amministrativi, medico-sanitari e artistico-architettonici dando particolare attenzione al ruolo dei governatori dell’ospedale che, interagendo con i numerosi benefattori, intervengono nella promozione dell’attività musicale affidata alle putte e nella messa a punto dell’apparato decorativo della chiesa.

Apollo Domenichini

Fabio Tonizzi, direttore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Lorenzo Giustiniani” riporta nell’itroduzione le parole del Papa:

“Dio è nella vita di ogni persona. Anche se la vita di una persona è un terreno pieno di spine ed erbacce, c’è sempre uno spazio in cui il seme buono può crescere. Bisogna fidarsi di Dio”.

Ci riferisce il Tassini nelle Curiosità veneziane (N°618, edizione a cura di Lino Moretti, p. 421):

“Ritrovandosi sotto la Repubblica ai Mendicanti anche fanciulle abbandonate, esse venivano erudite nella musica strumentale, e vocale, in modo che solevano accompagnare col suono e canto le funzioni ecclesiastiche, ed eseguire i celebri oratori. Ciò praticavasi egualmente alla Pietà, Ospedaletto ed Incurabili”.

Guercino, Sant'Elena

Inizialmente le putte cantavano in italiano, ma poi sopratutto durante la quaresima, quando tutti i teatri erano chiusi, cantavano in latino in modo che i foresti potessero godere dei loro gorgheggi: il successo era tale che venivano ricompensate lautamente, passavano le vacanze ospiti nelle ville dei signori lungo la Riviera del Brenta cantando le famose barcarole, ricevevano una cospicua dote e venivano anche fornite di marito benestante se non possedevano cavalieri serventi. Jean-Jacques Rousseau, in visita a Venezia nel 1734, racconta che la bellezza delle voci delle putte aveva evocato in lui l’immagine di un coro di angeliche beltà:

“Fu poi una delusione incontrare di persona le putte nel corso del pranzo: alcune erano sfigurate dal vaiolo, o molto brutte (questi alcuni dei motivi per cui spesso alcune di esse rimanevano a lungo ai Mendicanti: le più piacenti venivano date in sposa, e questo era l’unico modo per loro di poter lasciare l’istituzione)”.

San Lazzaro

Il periodico Pallade Veneta così descrive l’apparato per le Quarantore realizzato ai Mendicanti nel 1688:

“Nel luogo pio dei Mendicanti ammiravasi un’architettura di colonnati, sopra de’ quali posavano dorate cupole in ordine di prospettiva, con rotture di spezzate nuvole et angeli volanti all’intorno del pane sacramentato da quale, con vaghe strisce di veli in propria forma adattati uscivano raggi così luminosi che non invidiavano i naturali del sole (…) Cantarono in tutti quei giorni quelle virtuose signore con non poca soddisfazione del popolo un oratorio in frase latina…”.

chiostro

L’oratorio è una composizione musicale di ispirazione religiosa ma non liturgica che deriva dalla Lauda cinquecentesca; con trama compiuta, veniva presentata in forma narrativa ma senza rappresentazione scenica, mimica e personaggi in costume.

In questo libro viene così bene descritta la vita, l’importanza del canto e della musica nei secoli passati a Venezia; come in tutte le sue chiese, lo spazio esalta il suono come il golfo mistico del teatro, un matrimonio tra musica e architettura.

 Copertina

La chiesa e l’ospedale di San Lazzaro dei Mendicanti

Arte, beneficenza, cura, devozione, educazione

a cura di Alexandra Bamji, Linda Borean, Laura Moretti,

con fotografie di Francesco Turio Böhm

Marcianum Press,

2015

 *  *  *

 Schermata 2015-03-23 a 12.31.57

L’altro testo di Marcianum parla di un mitico personaggio. Venezia, per la sua posizione geografica e per i suoi traffici, era il luogo più esposto al morbo della peste. Per risolvere il problema, vi si inventano due escamotage: il primo Lazzaretto al mondo (1423) e San Rocco, considerato ovunque l’antidoto più efficiente. I veneziani lo trafugano in modo rocambolesco da Montpellier, facendolo diventare uno dei tre protettori della città, insieme al Redentore e alla Madonna Nicopeia.

Ultima-cena-1578-81-VE-Scuola-grande-di-San-Rocco-sala-superiore

Questo libro ce ne illustra la figura in modo esauriente.

Nell’introduzione il Patriarca di Venezia, S. E. Francesco Miraglia, ci riferisce che l’iconografia raffigura San Rocco come un profeta con l’abbigliamento del pellegrino: cappello a falda larga per proteggersi dalla gelida pioggia e dal sole cocente, il mantello a mezza gamba (tradizionale sanrocchino), il lungo bastone con la zucca per l’acqua e la conchiglia al collo per bere alle sorgive.

 Jacopo_Tintoretto_-_Glorification_of_St_Roch

“San Rocco ci viene incontro come un profeta, un testimone che vive immerso sia nel presente come proteso nel futuro”.

A Venezia si venera San Rocco fin dai primi del quattrocento, quando vi erano due confraternite intitolate al Santo, una a San Zulian e una ai Frari. Dopo la famigerata peste del 1477, il 10 giugno 1478, il consiglio dei Dieci fonda la Scuola composta di uomini e donne che il 31 agosto diventa Scuola Grande. Di carattere religioso, le Scuole Grandi si dedicavano alla devozione di un santo o alla penitenza ed erano quelle di importanza maggiore; la differenza fra Scuola Minore e Scuola Grande fu sancita dal Consiglio dei Dieci attorno alla metà del Quattrocento.

40062-view-of-campo-di-san-rocco-tintoretto

Le reliquie del Santo arrivano a Venezia solo nel 1485: la sua importanza è tale che si costruisce una chiesa a lui dedicata dove le spoglie sono conservate ai piedi dell’altar maggiore. La Scuola decide di fare un concorso per ornare gli edifici, che fino a allora erano degli spazi vuoti e Tintoretto volle affrescare gli interni come ringraziamento in quanto San Rocco aveva guarito i suoi familiari dalla peste. Come amico dei costruttori realizzò un telero talmente bello che ricevette l’incarico, ma le proteste dei concorrenti furono tali che decise di fare il lavoro gratis. San Rocco ha avuto così il suo Pantheon.

 San Rocco copertina

Il cammino devozionale di San Rocco in Italia. Storia, arte e tradizione

Atti del convegno tenutosi nella Scuola Grande di San Rocco in Venezia

11 maggio 2013

Marcianum Press,

2015

Altri libri di Marcianum Press:

La chiesa di San Bartolomeo e la comunità tedesca a Venezia, a cura di Natalino Bonazza, Isabella di Lenardo, Gianmario Guidarelli

Dandula, l’ultimo sorriso di Mozart, di Paolo Cattelan

La chiesa di Santa Maria di Nazareth e la spiritualità dei Carmelitani scalzi a Venezia, a cura di Giacomo  Bettin e Martina Frank

La collezione epigrafica del Seminario Patriarcale di Venezia (secolo XII-XV), a cura di Lorenzo di Lenardo

Sguardi sull’invisibile, di Caterina Piccini da Ponte

La chiesa di Santo Stefano, gotico veneziano, a cura di Peter Lauritzen

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...