Venezia: dalla Padella nella Brace

Pubblicato: ottobre 14, 2015 in Uncategorized

Speravo che con il nuovo sindaco la palude addormentata dell’amministrazione veneziana uscisse dal Nirvana… ma siamo cascati dalla padella nella brace!

Il nuovo sindaco non solo si batte per le navi che entrano in città e devastano il sistema lagunare ma perfino permette i fumi neri che il vento butta davanti alle mie finestre facendomi venire la bronchite.

Nel frattempo l’invasione dei turisti – nel 2015 la città è stata visitata da 30 milioni di persone – non si ferma e il sindaco Brugnaro non fa nulla in aiuto dei veneziani esasperati. Lo scorso febbraio, l’Unesco aveva già diffidato la città, minacciando di farla uscire dall’elenco dei siti protetti. Il faccia a faccia di ieri – martedì 13 ottobre – tra il sindaco e la delegazione venuta a decidere se Venezia rispetta le direttive di salvaguardia è stato un incontro “brusco e con qualche tensione” (La Nuova).

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I bilanci in rosso del Comune e le scelte dell’amministrazione Brugnaro provocano reazioni politiche e sindacali a catena e la Municipalità, ad esempio, risponde NO alla richiesta del sindaco di tagliare il bilancio del 20% mentre i sindacati reputano il lavoro del sindaco “insoddisfacente”. (La Nuova, 14 ottobre).

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Il massimo dell’indecenza è la proposta di vendere dei quadri di proprietà della città; tra questi “Giuditta II” di Klimt e il “Rabbino di Vitebsk” di Chagall. Da Roma arriva la risposta di Franceschini, che pensa sia solo una battuta o una mezza minaccia per ottenere fondi dal patto di stabilità e commenta: “Le norme del Codice dei Beni Culturali per evitare lo smembramento delle collezioni pubbliche e garantire la pubblica fruizione delle opere chiudono il dibattito”. (La nuova, 10 ottobre)

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Dulcis in fundo, ha proibito che la mostra di Gianni Berengo Gardin fosse allestita a Palazzo Ducale:

L’organizzazione della mia mostra sulle grandi navi al negozio Olivetti è uno schiaffo al sindaco Luigi Brugnaro che, negandomi la possibilità di esporre le mie foto a Palazzo Ducale, come era stato concordato con la Fondazione Musei Civici, si è dato la zappa sui piedi da solo. Se infatti l’esposizione fosse stata realizzata come previsto, magari l’avrebbero vista poche centinaia di persone. Così invece ne hanno parlato in tutto il mondo”. (Gianni Berengo Gardin, intervistato ne La Nuova il 25 settembre 2015).

La mostra inaugurerà il 22 ottobre e il sindaco risponde:

I cittadini si rassegnino: le grandi navi entreranno dal canale dei petroli e poi passeranno per il Canale Vittorio Emanuele per raggiungere la Martittima”. (La nuova, 24 settembre 2015).

©Gianni Berengo Gardin courtesy Fondazione Forma per la Fotografia

©Gianni Berengo Gardin courtesy Fondazione Forma per la Fotografia

Come afferma Giuseppe Tattara, docente di Politica economica all’Università Ca’ Foscari:

Si tratta di una soluzione tecnicamente complessa, distruttiva per l’ambiente e priva di qualsiasi senso economico”. (La nuova, 29 settembre).

Tutti scappano dalla città, Venezia finirà sott’acqua e verrà visitata solo dai subacquei che ne ripescheranno i cocci.

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commenti
  1. Antonio Augusto Rizzoli ha detto:

    Delle scelte avventate, arroganti, insolenti verso noi veneziani. Noi veneziani non ci rassegneremo MAI a diktat che favoriscono sfacciatamente ( e qui si apre un contenzioso!) le Grandi Navi. Non ha imprato nulla Brugnaro dalla lezione del mellifluo Orsoni ? Crede di essere più abile ?

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