Giovanni Marchiori alla Scuola Grande di San Rocco

Pubblicato: ottobre 23, 2015 in Uncategorized

copertinaGrazie alla mia distratta ignoranza ho scoperto Giovanni Marchiori, autore di uno dei più intriganti rapporti tra interno ed esterno – magia e realtà – di cui Venezia è l’esempio per eccellenza: le sculture e i rilievi della Scuola Grande di San Rocco.

L’affascinante libro di Paola Rossi “Giovanni Marchiori alla Scuola Grande di San Rocco e le altre opere veneziane” (Marsilio, 2014) ricostruisce il profilo artistico dello scultore facendo emergere la bellezza e il valore dei bassorilievi lignei degli armadi della Scuola, fino a ora poco indagati dalla critica. Le opere in legno e in marmo del Marchiori conservate a Venezia sono state catalogate dall’autrice e i nuovi contributi e ricerche hanno reso possibile l’approfondimento sull’attività di questo grande artista.

A San Rocco le sculture esterne e interne, ma soprattutto gli incredibili armadi, così moderni per l’epoca, creano pace e serenità, dando vita alla realtà di tutti i giorni facendoci sentire immuni e protetti dal male del mondo. Sono così belle e reali pur creando immaginazioni fantastiche.

L'Angelo appare in sogno a San Rocco

Nello sportello sinistro, ad esempio, Marchiori descrive l’apparizione dell’angelo a Rocco. Il santo si trova a Piacenza dove aveva operato miracolose guarigioni; l’angelo preannuncia che il male avrebbe colpito presto il Santo, esortandolo a sopportare con pazienza la sofferenza inviatagli da dio:

La scena è dominata dalla suggestiva apparizione dell’angelo che non si direbbe rechi un messaggio doloroso tanto serenamente Rocco appare abbandonato al sonno”.

Frissio si accinge a sacrificare l'ariete

Nel catalogo delle opere autografe conservate a Venezia, mi colpisce “Frisso si accinge a sacrificare l’ariete”, proveniente dal parco di una villa di proprietà dei Grimani, un esempio della statuaria da giardino dove Marchiori fornisce prova delle sue doti da intagliatore animalista, ammirate anche all’estero come testimoniano le sculture di Cibele e Saturno per il giardino di Nymphenburg a Monaco di Baviera (1765) o in Russia, al castello di Gatcina per il quale prepara una statua della Pace e il Ratto di Elena.

Nymphenburg

Per le ville e i parchi dei patrizi veneti Marchiori e la sua bottega creano una folla di statue mitologiche (per Villa Pisani a Stra, a Villa Moschini, all’ex-Villa Algarotti a Carpenedo…) e allegoriche, oggi in gran parte disperse. È grazie al contrasto con queste sculture così plastiche, che i giardini prendono vita; chi entra nel luogo verde si pone in dialogo con le statue che ci introducono negli spazi facendoci diventare parte del paesaggio.

San Giovanni Nepomuceno - Fondamenta Labia

Paola Rossi, professore ordinario di Storia dell’arte moderna all’Università Ca’ Foscari di Venezia, ha rivolto la sua attività scientifica all’arte veneta dei secoli XVI-XVIII. E’ autrice di numerose pubblicazioni: alle monografie, saggi e articoli sull’opera di pittori e scultori appartenenti alla cultura artistica del manierismo e del tardo manierismo si aggiungono i contributi sulla pittura e scultura del Seicento e del Settecento.

Giovanni Battista Marchiori alla Scuola Grande di San Rocco e le altre opere veneziane

di Paola Rossi

Marsilio 2014

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