Max Bill’s View of things / Die Gute Form An Exhibition 1949

Pubblicato: novembre 13, 2015 in Uncategorized

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Ho ricevuto da Lars Müller il libro Max Bill’s View of things a proposito della mostra Die gute Form, organizzata da Max Bill a Basilea nel 1949, un evento che al tempo aveva creato scompiglio. Bill, un rinomato architetto, designer e artista grafico, aveva personalmente scelto, realizzato ed esposto 80 pannelli che mostravano oggetti di uso comune dal design impeccabile, dall’aereo jet alla tazza per il te, ponendo a confronto il design americano emergente con l’estetica svizzera, dimostrando come ogni cosa potesse avere la sua forma bella, corretta e funzionale. La mostra è stata poi esportata in Austria e Germania, paese distrutto dalla guerra dove i principi di Bill trovano terreno fertile per germinare.

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Nel 1953 Max Bill, Otl Aicher e Inge Aicher-Scholl aprono la Hochschule für Gestaltung Ulm, una scuola di design basata sull’insegnamento dei principi della Bauhaus. Nel 1956 Bill si dimette dall’incarico di direttore a causa di contrasti con altri professori della scuola, tra cui Tomas Maldonado. Ho conosciuto bene Maldonado che, trasferitosi in Italia, tra 1964 e 1967 si era occupato come mio marito Ugo Sissa della Olivetti; Ugo ci aveva lavorato anni prima facendo delle case razionaliste ad Ivrea ed il famoso negozio Olivetti in Via del Tritone a Roma. Deluso per i continui compromessi della professione di architetto in Italia alla fine della Seconda Guerra Mondiale e in crisi di identità, Ugo trova rifugio a Parigi dagli amici Tamburi e Malaparte che lo hanno tirato fuori dalle paturnie.

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Un altro personaggio di rilievo chiamato da Adriano Olivetti in quegli anni è stato Bob Noorda, che ho incontrato grazie a Massimo Vignelli. Avevo conosciuto Vignelli perché era innamorato di Lella Valle, a cui avevo regalato una bella sciarpa di seta bianca comprata alla Bevilacqua. Secondo i fratelli di Lella, Massimo non era all’altezza così lei si rifugiava da me e dormiva nel mio attico di Santa Maria del Giglio. Alla fine è andato tutto bene, si sono sposati, hanno lavorato una vita assieme facendo tante belle cose.

Uno dei fratelli Valle, Gino, era un guidatore spericolato e per la mia passione per gli ovoli mi facevo portare da lui in Jugoslavia affrontando il suo modo pazzo di guidare e mi è sempre andata dritta. Gino era molto amico di Angelo Masieri, fratello di una mia compagna di collegio a Merano, alle Dame Inglesi. Nel giugno del 1951 Mazzariol invita Frank Lloyd Wright a Venezia per l’inaugurazione di una mostra a lui dedicata. E’ proprio in quest’occasione che lo incontro, anche perché Wright doveva realizzare il progetto per la casa veneziana dei Masieri, purtroppo non è mai stata realizzata per l’ignavia dei nostri amministratori. Io ero matricola allo IUAV e mi è stato chiesto di dare il benvenuto con un bellissimo mazzo di rose bianche. Wright mi ha imbarazzato perché mi ha detto “Che begli occhi celesti che hai, sembrano i miei”. Andando da Wright in America, Angelo muore in un incidente automobilistico, proprio in macchina con Gino Valle.

Leggendo il libro mi si è aperta una finestra su questo periodo interessante e pieno di personaggi di cui mi ero completamente dimenticata.

Max Bill’s View of things / Die Gute Form An Exhibition 1949

Lars Müller Publishers 2015

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