Gillo Dorfles: Essere nel Tempo

Pubblicato: dicembre 3, 2015 in Uncategorized

 

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Non ricordo in che edizione della Biennale mi era stato dato uno spazio per organizzare una mostra ai Giardini; rappresentavo la Scozia e avevo offerto di usare il luogo a una donna, che poi si è rivelata essere completamente pazza. La signora mi mostra vari artisti, alcuni molto bravi, ma purtroppo invita i suoi amici e non quelli che avevo scelto io. Quando le chiedo perché non avesse chiamato quelli da me selezionati, mi risponde che quegli artisti non avevano tempo da dedicarle. Come risultato è riuscita a litigare coi suoi amici, che se la pendevano anche tra di loro. Io cercavo di mettere pace e di sistemare la faccenda ma non c’era verso di farli andare d’accordo.

Per fortuna a salvarmi arriva Gillo Dorfles che avevo invitato a Venezia per fargli vedere un piccolo spazio verde appena creato da Carlo Scarpa di fianco all’ingresso del padiglione centrale. Lo spazio era appena dopo la scala; sulla sinistra, accanto al muro del padiglione successivo, c’erano una serie di cipressi della stessa altezza e un rettangolo di acqua con un sistema di piccole cascate che cadevano nella vasca in continuazione. Era un buco ma l’artista gli aveva dato un senso di grande spazio, era bravissimo a inventarsi nuove dimensioni, come al Giardino della Querini. Tutto intorno, un ghiaino affilato che ti bucava le scarpe.

All’arrivo di Dorfles tutti stavano litigando tra loro. Così Gillo mi chiede perché mi fossi impegolata in quella rogna, dicendomi che non avrei dovuto farmi incastrare e che ero scema! Dorfles aveva un sense of humour come poche persone che ho conosciuto; era un mago perché lodandoti faceva in modo che tu ti prendessi in giro da sola. E così mi ha portatoa via, salvandomi dai pasticci.

In comune avevamo la passione per Montale che avevo conosciuto a una colazione dall’avvocato Rosso Mazzinghi, giornalista e letterato di livello, per quarant’anni una delle colonne portanti della Fondazione Giorgio Cini.

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                                                      Bruno Munari – Macchine inutili

Un altro amico in comune era Bruno Munari con il quale Dofles aveva fondato nel 1948 il Movimento dell’arte concerta, MAC, di cui faceva parte anche Ugo Sissa. Di Munari mi piacevano le Macchine Inutili: forme aeree in cartoncino, alluminio, legno, plastica in continuo movimento.

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                                 Una delle comunicazione del gruppo MAC a Ugo Sissa.

Gillo veniva a tutte le Biennali ed era un onore e uno spasso andare in giro con lui, c’era sempre da imparare un sacco di cose. Il 12 aprile 2015 ha compiuto 105 anni, è incredibile quanto sia giovane di spirito e quanto sia piacevole la sua compagnia.

Al Macro di Roma fino al 30 marzo 2016 una mostra antologica gli rende omaggio: “Gillo Dorfles – Essere nel tempo”, curata da Achille Bonito Oliva, che propone oltre 100 opere, alcune esposte per la prima volta. Dipinti, disegni, opere grafiche, unite a una selezione di ceramiche e gioielli raccontano un inedito percorso attraverso il tempo, dagli esordi giovanili degli anni Trenta fino alle creazioni più recenti, realizzate nell’estate del 2015.

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                                                  Gillo Dorfles, Senza Titolo, 2008

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