Archivio per gennaio, 2016

Cesare lo conosco da sempre, fin dai tempi dell’esaurito e quasi dimenticato Le isole della laguna, un universo inesplorato (1988). Da allora siamo diventati amici facendo un sacco di cose e le sue fotografie hanno reso stupefacente il nuovo libro sui giardini di Venezia, Verde Venezia, pubblicato nel 2012 per Terraferma. Durante la lavorazione del libro, Cesare era terrorizzato e si tirava in là per paura che una secchiata di acqua gelida annaffiasse la sua macchiana fotografica quando suonavo tutti i campanelli se vedevo spuntare frasche dai muri di cinta… Con sua grande meraviglia le porte si aprivano come per magia.

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Terraferma ha pubblicato da qualche tempo anche “Veneto. Terre e paesaggi del vino”.

Cito le parole di Giorgio Cecchetti da un articolo apparso su La Nuova il 12 luglio 2015:

“Sono soprattutto le fotografie di Cesare Gerolimetto a colpire e ammaliare: viti verdissime in primavera; rosse in autunno; bianche sotto la neve; filari infiniti sulle colline o in riva ai laghi; attorno ai castelli merlati o distesi accanto alle ville palladiane; poi uva, bianca, scura, rosata da gustare, dipinta da Tiziano, Veronese, Mantegna”.

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Il libro, a cura di Gianni Moriani e Diego Tomasi, nasce “dall’esigenza di legare l’immagine del vino al suo territorio (…) perché un buon vino ha bisogno di luoghi in cui identificarsi, essendo il suo valore legato alla qualità dei territori e di conseguenza del paesaggio”. Racconta la storia della vite nel Veneto da quando, 50 milioni di anni fa, nell’alta Val d’Alpone, già veniva bevuto il vino!

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Il 18 dicembre 2015, Italo Zannier ha presentato a SILOS, in Giudecca, la proiezione di uno dei più suggestivi viaggi fotografici mai realizzati: Il giro del mondo in ottanta fotografie, raccontate dallo stesso Gerolimetto. Il giro parte nel 1976 con Daniele Pellegrini, fotografo e giornalista, a bordo di un Iveco 75 PC 4×4 battezzato Antonio Pigafetta. Dopo due anni, i due amici percorrono i cinque continenti per un totale di 184000 km riportando un’infinità di bellissime immagini.

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Altra novità editoriale di Cesare è Venezia Inaspettata, un libro a fisarmonica pubblicato da Antiga. La mia copia è un unicum: è impaginata alla rovescia e ha una bellissima dedica:

“Un libro strano e questo ancora più strano. Con tanto affetto per la mia amica Tudy”.

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Dal sito di Cesare Gerolimetto – cesaregerolimetto.com

Di questo libro mi hanno colpito due immagini in particolare: Venezia vista attraverso le gambe della scultura di Charles Ray a Punta della Dogana, con una luce così diversa… una Venezia di sogno! La seconda mostra Riva delle Zattere dalla Giudecca con un gatto curioso. Le foto sono una più bella dell’altra, ma il fulcro, per me, è quella dell’oro della Basilica di San Marco.

Solo Cesare è capace di fare queste cose!

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Dal sito di Cesare Gerolimetto – cesaregerolimetto.com

I Roda, contributo per una biografia

Pubblicato: gennaio 26, 2016 in Uncategorized

La casa editrice Maestri del Giardino Editore si occupa, assieme all’omonima Associazione, della crescita e della diffusione dell’arte del giardino e del paesaggio, mettendo a disposizione la propria esperienza e competenza in tre aree principali di attività: laboratori, campus e libri.

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Ho ricevuto qualche tempo fa il piccolo e prezioso volume sui Roda di Gianfranco e Antonella Riviera con contributi di Daniele Mongera, Paolo Roda e Paolo Pejrone. Quest’ultimo scrive nell’introduzione:

Durante la seconda metà dell’Ottocento i fratelli Marcellino e Giuseppe Roda furono tra gli esperti più stimati e richiesti in materia di parchi e di giardini non solo in terra sabauda ma nell’Italia intera. (…) Era quella un’Europa estremamente “giardinata”, dominata da famiglie spesso vittime delle mode e delle loro stesse apparenze: il giardino era, infatti, una componente importante del potere, uno dei pilastri fondamentali nella “filosofia” aristocratica e sociale. (…) C’è un ultimo aspetto dell’attività di Marcellino e Giuseppe Roda, per nulla secondario, e che va ricordato: l’essersi occupati, in seguito alla loro conclamata esperienza, in prima persona, intensamente, di attività florovivaistiche e aver dato vita alle prime esposizioni di settore a Torino e in Piemonte (e in Italia)”.

Il libro raccoglie un anno di ricerche condotte da Gianfranco e Antonella Riviera tra archivi di Stato e parrocchiali, Accademie italiane e straniere, per tracciare la storia della più famosa famiglia italiana di giardinieri, che inizia nel 1661 in provincia di Cuneo, a Guarene, per giungere fino a Guido Roda, scomparso a Torino nel 1971.

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Nel corso dei secoli, sono tantissimi i progetti e i lavori della famiglia sparsi in Italia e in Europa; di questi, ho avuto la fortuna di visitarne molti ma quelli che ricordo con più piacere sono il Bosco Sacro a Virgilio (Mantova) e il Giardino di Villa Piacenza a Pollone, entrambi progettati da Giuseppe Roda.

Il bosco Virgiliano - calendario 2012 del Parco del Mincio

Intitolato a Publio Virgilio Marone, il bosco di Mantova si estende per cinque ettari e sorge negli anni Trenta per celebrare il bimillenario della nascita del poeta mantovano; vi furono piantate 500 conifere, oltre a 2900 varietà di alberi, 600 piante da frutto, 15000 arbusti e un vigneto, tutte specie citate da Virgilio nelle sue opere. Nel corso del tempo, il bel giardino all’italiana si è inselvatichito diventando magico: è la più bella oasi di verde della città.

Villa Piacenza

Villa Piacenza, famosa per i suoi rododendri, con Villa Boccanegra e il Parco Felice Piacenza alla Burcina testimonia la passione dei Piacenza per la natura. Costruita intorno al 1791 da Felice Piacenza, la villa ospita ampi tappeti erbosi con percorsi a vialetti irregolari, le diffuse specie arbustive acidofile con altre rarità disegnano un ambiente di grande cultura botanica.

Grazie a questi personaggi e alla bellezza della loro opera il volgo si è educato creando una civile battaglia alla cementificazione.

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Gianfranco Riviera, Antonella Riviera,

I Roda – Contributo per una biografia

Maestri del Giardino Editore, 2015

Due magici libri su Venezia

Pubblicato: gennaio 25, 2016 in Uncategorized

Copertina-libro-con-fascetta-1-295x450Werner von der Schulenburg nasce nel 1881 da nobile famiglia prussiana innamorata di Venezia: Sybil è la sua ultimogenita, cresciuta bilingue in Ticino, poi studia tra Frienze, Como e Milano. Il padre ufficiale militare si dedica alla letteratura e alle arti diplomatiche ma scompare quando lei ha soli quattro anni lasciandole il archivio ricco di commedie teatrali e romanzi di cui Sybil si prende cura, offrendoli ai lettori italiani in una veste più moderna.

La vita di suo padre è stata avventurosa: tra le varie missioni, quando era occupato all’ufficio stampa presso l’ambasciata tedesca a Berna, conduce una trattativa condotta con Lenin a Zurigo per l’espatrio del russo dentro il famoso “treno piombato” e il suo impegno nella seconda guerra mondiale contro i nazisti è ricordato a Verona in un monumento accanto all’antenato Johann Matthias von der Schulenburg.

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Il bel libro “Per Cristo e Venezia”, vincitore del Premio Mario Luzzi, parla proprio di questo lontano antenato ed è ambientato nel 1716, quando i potenti d’Europa si muovono per arginare l’ondata islamica che minaccia i territori della cristianità. Johann Matthias è un condottiero tedesco chiamato a difendere l’isola di Corfù per dare a Eugenio di Savoia il tempo di portare le sue truppe a est. Von der Schulenburg difende Venezia, l’Europa e la cristianità con soli tremila uomini, incitandoli con l’urlo di guerra “Per Cristo e Venezia!”.

Sybil scrive la sua versione del romanzo storico della sua famiglia che inizia da suo padre, passando dalla madre, che aveva preso accordi con Werner quando si prospettava l’esigenza della versione ridotta del libro. L’autrice scrive nella prefazione:

“Werner von der Schulenburg è stato uno scrittore tedesco, un personaggio che ha vissuto a cavallo di due secoli sforzandosi di contribuire all’evoluzione culturale degli uomini, in particolare tedeschi e italiani”.

Per Cristo e Venezia. Il federmaresciallo Johann Matthias von der Schulenburg al servizio della Serenissima” è pubblicato dalla casa editrice il Prato, che mi ha fatto conoscere anche il magico “Morire con Venezia. L’inevitabile sovrapposizione degli effetti” di Giuseppe Svalduz.

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Qui si raccontano due storie che si mescolano fino a diventare una sola, quella della città e di due giovani: Giovanni e Sofia, lui architetto e guida turistica veneziana, lei violinista americana, incontratisi a Venezia a metà degli anni Novanta. L’amore tra i due ragazzi cresce parallelamente alla continua scoperta della storia, delle particolarità urbane e ambientali di Venezia, della sua laguna e della terraferma. Un verosimile futuro attende i due personaggi, dove protagonisti saranno i cambiamenti climatici, il MOSE e il Palais Lumièr.

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Entrambi i libri sono stati pubblicati da Il Prato, casa editrice fondata nel 1997 da un gruppo di storici dell’arte, dopo la creazione della rivista “Progetto Restauro – trimestrale per la tutela dei beni culturali”.