Acqua Morta di Michele Catozzi

Pubblicato: marzo 23, 2016 in Uncategorized

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Acqua Morta, di Michele Catozzi, è un libro singolare, intrigante, bello, pulito senza fronzoli, un gioiello che si apre poco alla volta. L’autore inserisce una storia estremamente complicata in una dimensione normale, di tutti i giorni: sembra scontato e semplice, scritto con un linguaggio familiare e tranquillo che rivela invece un mondo surreale, pieno di problemi. La storia inizia con una giovane coppia che si apparta su una panchina nei giardini della Biennale: il ragazzo rimane ucciso, la fidanzata traumatizzata impazzisce, non ricordando nulla e la polizia non può fare altro che chiudere il caso.

Il prologo comincia con questa frase:

L’autunno a Venezia è diverso. Diverso perché le brume adriatiche si sfilacciano nelle acque opache della laguna e la pioggia minuta si mischia con la caligine che pare sorgere dalla schiuma. Per i due ragazzi la tragedia diventa un inseparabile alleato” (in quanto protegge il loro segreto).

L’anno dopo, dall’acqua emerge un cadavere irriconoscibile, quasi un mostro marino. Il Commissario Aldani, incaricato delle indagini, riconosce i segni dell’omicidio; il protagonista è una vecchia conoscenza negli scritti di Catozzi: il commissario Nicola Aldani appare per la prima volta in un racconto che viene segnalato al premio Gran Giallo Città di Cattolica nel 2000. Da quell’anno il commissario e le sue gesta popolano ben altri sette racconti dell’autore, di cui tre pubblicati. Edito da TEA, Acqua Morta ha vinto il concorso 2014 IoScrittore conquistando il massimo dei voti.

Ho conosciuto l’autore solo tramite scambi di mail ma grazie a questo libro mi sembra di conoscerlo da sempre. Nato a Mestre, Michele Catozzi ha vissuto molti anni in Veneto dove si è occupato di editoria e giornalismo, scrivendo racconti e pubblicando il suo primo libro, Il mistero dell’isola di Candia, ambientato tra la Venezia del 1600 e l’isola di Candia dove fervono i preparativi nell’imminenza di un attacco turco.

Oltre alla passione per la scrittura, ci accomuna l’amore per la nostra città che emerge spesso negli articoli pubblicati a riguardo nel suo sito web – michelecatozzi.it, come l’ultimo che ho potuto leggere: “Laguna di Venezia sito più a rischio d’Europa”.

Michele mi ha scritto la prima volta dopo aver visto il documentario di Andreas Pichler “Teorema Venezia”. Nel suo blog ha recensito il “doloroso documentario della rassegnazione” descrivendomi con parole davvero generose:

Tudy Sammartini è per noi tutti uno spiraglio di luce nel cupo futuro di Venezia, un’esile speranza che si staglia indomita sul grigiore della rassegnazione a ricordarci che il nostro destino non può essere lasciato in balia della stupidità umana”.

Un elogio che senz’altro non merito, ho solo constatato fatti che si ripetono in continuazione! Ho quasi novant’anni e mi ricordo quando a 14 anni sono arrivata a Venezia dalla campagna e sono stata ammaliata dal fascino di questa città che purtroppo nel tempo ha perso il suo glamour: la distrazione dell’amministrazione locale e l’invasione barica del turismo di massa hanno contribuito a degradarla in modo così violento da non riconoscere più la Venezia che ha affascinato la mia giovinezza.

 *  *  *

Michele Catozzi

Acqua Morta

TEA, 2015

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commenti
  1. Michele Catozzi ha detto:

    Grazie, Tudy, mio spiraglio di luce…

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